Status di protezione
ENPA, LAV, LNDC, WWF e Fondazione Capellino hanno tenuto nelle ultime ore una conferenza stampa al Senato per chiedere di fermare l’iter che dovrebbe portare al declassamento dello status di protezione del lupo, definito da queste associazioni “una scelta senza basi scientifiche e giuridiche”. In particolare, desta un certo clamore la presenza della Fondazione Capellino che è salita nelle settimane scorse agli onori della ribalta per la questione dei prodotti a marchio Almo Nature e la campagna “Niente giustifica la caccia” contro cui si è scagliata la Fondazione UNA.
La richiesta al ministro Lollobrigida
Cosa chiedono esattamente le sigle animal-ambientaliste? L’obiettivo è quello di convincere il Senato ad adottare una moratoria di almeno un anno per quel che riguarda il declassamento del lupo. Una ulteriore richiesta è stata inoltrata al Ministero dell’Agricoltura, invitato a garantire “l’applicazione delle misure di prevenzione delle predazioni, già finanziabili attraverso i fondi della Politica Agricola Comune”.
Ulteriori pretese
Ci sono poi altre tre richieste:
- Implementare la Legge 281 del 1991 sulla tutela degli animali di affezione e la prevenzione del randagismo, attraverso un Piano nazionale di durata biennale
- Rifusione integrale dei danni agli allevatori
- L’avvio di una campagna di informazione pubblica sull’etologia e la convivenza con il lupo





































