Data di chiusura
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato in data 13 gennaio l’Ordinanza sul ricorso numero di registro generale 9497 del 2025, proposto da Federazione Italiana della Caccia, con il quale – unica Associazione Venatoria ad averlo fatto – aveva presentato appello contro la sentenza del TAR Marche che aveva imposto la chiusura della caccia ai Turdidi e alla Beccaccia al 10 gennaio. Accogliendo l’istanza cautelare avanzata, il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza impugnata e fissata l’udienza pubblica del 2 luglio 2026 per la trattazione del merito.
Regolarità dell’iter procedimentale
Sembra essere finalmente passata l’argomentazione sostenuta da tempo con impegno dalla Federazione Italiana della Caccia che il parere ISPRA non sia da anteporre al parere del CTFVN. Anzi, mentre il primo è autoreferenziale e sostanzialmente si esaurisce in una valutazione interna dell’Istituto, al contrario il CTFVN, in ossequio alla L. 241/1990, sia per la sua composizione, che assicura la presenza di tutti i portatori di interesse, sia per il confronto con le Regioni, che si svolge in più sedute, garantisce la regolarità dell’iter procedimentale e il completo apporto partecipativo. Ne deriva che la Regione ha la piena facoltà, tra i due pareri divergenti, di aderire discrezionalmente al parere del CTFVN e farlo proprio, assolvendo a quella motivazione rafforzata che giustifica il discostamento dal parere dell’ISPRA e legittima le scelte adottate con il Calendario Venatorio.
Sforzi premiati
“Ancora una volta vediamo premiati gli sforzi, in questo come in altri casi unici attori, nella tutela della certezza dei Calendari Venatori regionali e delle legittime aspettative dei cacciatori” ha commentato il Presidente Massimo Buconi apprendendo il contenuto dell’Ordinanza. “Adesso auspico che la Regione Marche voglia prendere immediatamente atto dell’Ordinanza del Consiglio di Stato e dunque revocare di tutta urgenza la delibera di Giunta che aveva ottemperato alla sentenza del TAR, riportando le date di chiusura per Turdidi e Beccaccia al 31 gennaio, come originariamente previsto dal Calendario Venatorio. Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta l’avvocato Alberto Maria Bruni, che ci ha rappresentati e difesi in aula, e l’Ufficio Studi e Ricerche nazionale per il contributo tecnico scientifico necessario a sostenere le nostre istanze” ha concluso il Presidente Buconi.
Calendario legittimo
Federcaccia nazionale e Federcaccia Marche hanno dimostrato ancora una volta di essere l’unica associazione venatoria che investe in ricerca e tutela legale per mantenere le date delle stagioni venatorie come da legge 157/92, ritenendole del tutto in armonia con la Direttiva 147/2009/CE e i documenti interpretativi di questa. Con questo risultato il Calendario Venatorio della Regione Marche si dimostra legittimo in tutte le sue parti, dalle specie cacciabili, alla preapertura, alle date di chiusura, come avevano sempre sostenuto Federcaccia Marche e Federcaccia nazionale (fonte: Federcaccia).

































