Terreni a rischio
“Un insediamento enorme – commenta la presidente provinciale di CIA Venezia Federica Senno – e che conferma la necessità di una presa di coscienza collettiva: il suolo agricolo è una risorsa limitata e non rinnovabile. L’installazione di pannelli fotovoltaici sui terreni agricoli deve essere limitata al massimo e le decisioni in merito dovrebbero essere prese con una visione d’insieme, tenendo conto delle peculiarità locali ed in particolare dell’esigenza dell’agricoltura. Nell’area metropolitana, invece, sembra una corsa al consumo di suolo agricolo a favore dell’agrivoltaico: i 18 ettari di Ca’ Solaro, a Favaro Veneto; i 68 ettari di pannelli previsti dal Masterplan dell’Aeroporto, a Tessera; e adesso i 165 di Torre di Mosto”.
Piano di assetto
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Jonatan Montanariello, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta regionale in merito al progetto, registrando le forti preoccupazioni nella comunità locale e i possibili impatti negativi sulla rete ecologica locale, le incongruenze con il Piano di Assetto del Territorio, nonché rilevanti conseguenze sul paesaggio rurale, sull’identità del territorio e sul turismo lento.
Impatto da ridurre
“Da sempre -conclude Senno- chiediamo agli enti competenti che gli impianti fotovoltaici siano preferibilmente e primariamente collocati sui tetti degli edifici, sui capannoni o sulle aree marginali o dismesse. In questo modo si riduce in maniera significativa l’impatto sulla superficie agricola attiva. Il principio cardine è che non può e non deve essere tolto nemmeno un metro quadrato di suolo del comparto primario”.








































