Applicazione messa in discussione
La campagna per favorire l’esclusione dei fondi privati dal territorio a caccia programmata apre l’ennesima evidente contraddizione all’interno della maggioranza che governa la Regione Toscana. Il Movimento 5 Stelle, dopo aver votato il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale ed essere entrato nella Giunta regionale con un proprio assessore, sostiene oggi insieme ad associazioni ambientaliste e animaliste una mobilitazione che mette in discussione proprio l’applicazione delle norme previste dal sistema regionale. Il paradosso è evidente: una forza che partecipa al governo della Toscana promuove una battaglia che potrebbe arrivare fino ai ricorsi contro la stessa Regione e contro l’applicazione di un quadro normativo che ha contribuito ad approvare. Il confronto politico è legittimo, così come il diritto dei proprietari a presentare le proprie istanze.
Certezza del diritto
Altrettanto chiari devono però rimanere i requisiti stabiliti dalla legge e la necessità di garantire certezza del diritto, evitando che una generica contrarietà “etica” alla caccia possa diventare, di per sé, motivo sufficiente per sottrarre fondi al territorio a caccia programmata. L’eventuale affermazione generalizzata di questo principio rischierebbe, a nostro avviso, di determinare un sostanziale ribaltamento dei principi cardine dell’articolo 842 del Codice civile, con conseguenze potenzialmente molto più ampie rispetto alla singola richiesta di esclusione di un fondo. Guardiamo con preoccupazione anche ad alcune proposte emendative avanzate da altre Associazioni venatorie che, nel tentativo di affrontare il problema, rischiano paradossalmente di aggravarlo. La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato: introdurre principi che ne spostino impropriamente responsabilità e conseguenze gestionali potrebbe produrre infatti ricadute molto pericolose.
Appello alla Regione
Per questo rivolgiamo ancora una volta un appello alla Regione Toscana e al Presidente Eugenio Giani: difendere con fermezza il proprio impianto normativo e garantire il rispetto dei requisiti e delle prescrizioni previste dalla normativa. Federcaccia Toscana-UCT – in sintonia Enalcaccia ed Anuu Toscana – è pronta a mettere a disposizione della Regione il supporto del proprio Ufficio Legale per difendere, nelle sedi competenti, la legittimità dell’impianto normativo regionale, la caccia programmata, la certezza del diritto e i diritti dei cacciatori toscani. A Donoratico, davanti a oltre mille cacciatori, avevamo chiesto garanzie precise alla politica e alle istituzioni. Ora è il momento di passare dalle parole ai fatti.


































