Benessere animale
La proposta di legge presentata dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla, che mira a riconoscere gli equini come animali di affezione vietandone la macellazione, il consumo della carne e l’utilizzo in manifestazioni storiche come i palii, rappresenta un grave attacco all’identità culturale del Paese in generale e della Toscana in particolare. Non si difende il benessere animale imponendo divieti generalizzati e ideologici che cancellano le specificità territoriali: lo si tutela con norme mirate, controlli rigorosi e investimenti nel miglioramento delle condizioni di vita degli animali, senza stravolgere l’identità dei luoghi.
Tradizioni anacronistiche
Diversamente, la proposta di legge sulla “Disciplina dell’ippicoltura nonché disposizioni per la promozione delle attività equestri e il benessere degli equidi”, presentata in Parlamento dal Partito Democratico, va nella direzione di una tutela concreta e sostenibile. I palii, da Siena a quelli di tanti altri comuni italiani e toscani, non sono mere “tradizioni anacronistiche” o spettacoli di sfruttamento: sono riti millenari che incarnano la storia, il senso di comunità, l’orgoglio di appartenenza e l’armonia tra uomo, animale e territorio. Feste popolari che da secoli uniscono generazioni, valorizzano il nostro patrimonio immateriale e generano economia diffusa nel rispetto delle regole di benessere animale già vigenti.
Realtà produttive ignorate
Allo stesso modo, il divieto assoluto di macellazione e consumo di carne equina ignora le realtà produttive e alimentari di tante aree rurali del Paese, dove questa filiera è parte integrante di una zootecnia sostenibile, legale e controllata. Come rappresentanti toscani del Partito Democratico, insieme all’onorevole Marco Simiani chiederemo al Parlamento di respingere un testo che, sotto la bandiera della tutela animale, rischierebbe di cancellare pezzi di storia, cultura e identità del nostro Paese e della nostra regione. (Fonte on. Silvio Franceschelli)



































