Gli studi scientifici
Nuove ricerche condotte dalla Wageningen Bioveterinary Research, in collaborazione con il Centro di Salute della Fauna selvatica olandese dell’Università di Utrecht, mostrano che le volpi possono essere infettate da influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI H5N1), specialmente quando il virus circola tra gli uccelli selvatici.
Cosa è stato accertato
Questi i risultati chiave di uno studio su 50 volpi in Frisia:
- Il materiale virale H5N1 è stato rilevato in un animale
- Quasi la metà delle volpi aveva anticorpi contro l’influenza aviaria
- È stata individuata un’infezione attiva senza sintomi neurologici
Sono risultati importanti perché la sorveglianza dei mammiferi spesso si concentra principalmente sui segni neurologici. Lo studio dimostra che i tamponi di naso e gola combinati con la sierologia sono essenziali per comprendere meglio le dinamiche di infezione nei carnivori da cacciare.
Cacciatori e fauna selvatica
Come sottolineato da FACE (Federazione europea per la caccia e la conservazione), cacciatori e professionisti della fauna selvatica svolgono un ruolo chiave in tal senso. Il test condotto sulle volpi cacciate fornisce dati preziosi e reali che supportano sistemi di monitoraggio scientifico e di allarme precoce. La sorveglianza efficace delle malattie della fauna selvatica, poi, dipende dai dati sul campo, dalla cooperazione e dalla scienza, non dalle ipotesi (fonte: FACE).






































