Una domanda fondamentale
In un’epoca segnata da una crescente virtualizzazione dell’esperienza umana e da uno sviluppo sempre più rapido dell’intelligenza artificiale, torna centrale una domanda fondamentale: in un mondo regolato sempre più spesso da algoritmi e applicazioni basate sull’AI, resterà spazio per la coscienza naturale? Da questo interrogativo, espresso dal Presidente Nazionale Massimo Buconi, è nato l’incontro organizzato dalla Federazione Italiana della Caccia per promuovere una riflessione culturale capace di riportare al centro la persona umana, soprattutto in un’epoca segnata da una profonda rivoluzione digitale. In un contesto in cui la tecnologia tende sempre più a ridefinire i rapporti tra uomo, natura e società, diventa fondamentale riaffermare una visione in cui l’innovazione resti al servizio dell’uomo e non viceversa, recuperando la centralità della persona, scongiurando il rischio che la fredda logica dei dati e una visione fortemente viziata da ideologie estremiste rafforzino la tentazione di equiparare artificiosamente uomo, animali e natura in un’orizzontalità assoluta, svuotando di significato il ruolo della persona.
Uomo e natura
Un tema solo apparentemente lontano dalla fruizione consapevole e rispettosa consentita da una attenta gestione che l’uomo fa della natura e dell’ambiente attraverso le sue tante attività, compresa quella venatoria. A spiegare bene il senso dell’iniziativa, il Presidente Buconi aprendo i lavori: “In questa sala si parla spesso di caccia, ma l’incontro di oggi ha un significato particolare. Nel mondo dell’intelligenza artificiale dobbiamo chiederci se resterà spazio per la coscienza naturale, per le emozioni e per il rapporto autentico con la natura. È per questo che abbiamo voluto confrontarci con Monsignor Paglia – Arcivescovo e Presidente emerito della Pontificia accademia per la vita – per sviluppare una riflessione che aiuti a collocare al giusto posto il rapporto tra uomo e animale, all’interno della nuova rivoluzione digitale”. Buconi ha sottolineato come la caccia rappresenti una delle esperienze più concrete di relazione con il territorio e con l’ambiente naturale, proprio in un’epoca in cui molte dimensioni della vita rischiano di diventare sempre più virtuali. “La caccia è un’attività antica quanto l’umanità, fatta di esperienza diretta, di attesa, di conoscenza della natura. In un momento storico in cui cresce la tendenza a sostituire il rapporto tra uomini con quello verso gli animali, è importante sviluppare le giuste riflessioni”.
Nuove tecnologie
A moderare il dibattito l’Avvocato Giulia Guerrini, che richiamando il saggio di Monsignor Paglia, L’algoritmo della vita. Etica e Intelligenza Artificiale, ha evidenziato come il nodo centrale della riflessione sia proprio la coscienza umana, indicata nel testo come elemento decisivo per governare lo sviluppo tecnologico e orientarlo verso il bene dell’uomo. Il saggio propone infatti un approccio etico all’intelligenza artificiale, affinché le nuove tecnologie restino strumenti al servizio dell’umanità e non diventino strumenti di controllo o dominio. Una riflessione ampia sul rapporto tra tecnologia, etica e futuro dell’umanità è stata il cuore della risposta del Prelato: “Per la prima volta nella storia, l’umanità si trova nella condizione di poter distruggere se stessa”, ha osservato Paglia, ricordando come lo sviluppo tecnologico contemporaneo – dalla potenza degli algoritmi che governano la quotidianità di tutti alla possibilità di intervenire sul genoma umano – renda indispensabile una riflessione etica globale. Nel suo intervento ha richiamato il concetto di “algoretica”, maturato anche nel suo confronto con i grandi attori dell’innovazione tecnologica, sottolineando come gli algoritmi dovrebbero essere trasparenti e verificabili, per renderli realmente controllabili, evidenziando la necessità di farsi carico – da parte della politica nazionale e internazionale – dell’esigenza di un quadro giuridico di riferimento e di regole comuni per tutti gli sviluppatori di queste tecnologie.
Dimensione umanistica
Secondo Monsignor Paglia, la chiave per governare questa trasformazione risiede nella centralità della dimensione umanistica, legata anche a tutte quelle attività umane che hanno a che fare con l’ambiente: “Esistono attività umane profondamente legate alla relazione con il mondo naturale che non possono essere replicate artificialmente e tra queste c’è anche la caccia”. Al tavolo dei lavori ha partecipato anche il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Claudio Barbaro (FdI), che ha ricordato il valore culturale e sociale del mondo venatorio. “Ringrazio Federcaccia perché questo incontro dimostra ancora una volta quanto il mondo venatorio – spesso vicino a questioni etiche e culturali – possa essere strumento di dibattito, confronto e crescita”. Barbaro ha inoltre richiamato l’attenzione su alcune conseguenze ambientali meno discusse dello sviluppo tecnologico – come il fenomeno dell’obsolescenza programmata – che produce effetti rilevanti anche sul piano ambientale, plaudendo ad iniziative come questa che richiamano l’attenzione generale su temi importanti per la collettività.
Il momento storico che viviamo
Di particolare stimolo l’intervento dell’onorevole PD Roberto Morassut, che ha posto l’accento sul rapporto tra trasformazione tecnologica e crisi della politica. “Viviamo in un momento storico in cui la politica fatica a governare trasformazioni così profonde come quelle legate allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. La sfida del nostro tempo sarà tenere insieme civiltà etica e sviluppo tecnologico. La caccia in questo senso rappresenta un esercizio di equilibrio tra uomo e natura, un’attività profondamente etica, profondamente comunitaria che risponde all’esigenza di una società sì tecnologica ma comunque fortemente legata al mondo naturale”. Costretto a rinunciare alla prevista presenza al tavolo dei relatori per sopravvenuti impegni istituzionali, l’Onorevole Raffaele Nevi (FI) ha fatto pervenire un messaggio di saluto e vicinanza al tema trattato: “Il confronto sull’intelligenza artificiale rappresenta una delle sfide decisive del nostro tempo. È fondamentale che l’innovazione tecnologica proceda insieme a una riflessione etica capace di mettere al centro la persona e la sua responsabilità nel rapporto con la natura”.
Presenze importanti
Fra i numerosi presenti in sala ricordiamo Ettore de Conciliis, Caposegreteria del Sottosegretario di Stato al MASE; Felice Assenza del MASAF; Marco Ciarafoni della segreteria PD; Stefano Masini, responsabile area ambiente e territorio di Coldiretti; Maurizio Zipponi e Pietro Pietrafesa, rispettivamente Presidente e Segretario generale di Fondazione UNA; Nicolò Fabbriziani di Ab-Agrivenatoria Biodiversitalia; il Prof. Alfonso Celotto; Giacomo Cretti; dirigenti della Federazione, giornalisti e agenzie stampa. L’iniziativa promossa da Federcaccia si inserisce nel più ampio percorso di riflessione culturale che l’Associazione porta avanti sul rapporto tra uomo, ambiente e società, con l’obiettivo di favorire un confronto aperto sulle grandi trasformazioni del presente e sulle prospettive future, che inevitabilmente riguardano anche il mondo venatorio e i cacciatori italiani. Un percorso di riflessione che Federcaccia intende continuare a promuovere per contribuire a mantenere al centro del dibattito pubblico il valore della persona e del rapporto autentico tra uomo, natura e tecnologia, anche nell’epoca della rivoluzione digitale.




































