Un pizzico di invidia
Una notizia che arriva direttamente dalla Spagna e che potrebbe comprensibilmente provocare un moto d’invidia nel mondo venatorio italiano. Il Tribunale Provinciale di Castellon, nella Comunità Valenciana, ha confermato la condanna inflitta a due persone accusate di aver interrotto una battuta di caccia al cinghiale nel 2020. Si tratta di una sentenza definitiva che riconosce la responsabilità civile e penale degli accusati, costretti ora a pagare oltre 3mila euro di risarcimento.
I fatti
I fatti risalgono a sei anni fa e si sono svolti nel Parco Naturale Desert de les Palmes a Benicàssim. La battuta di caccia al cinghiale era autorizzata per il controllo della specie, ma gli imputati ne impedirono lo svolgimento con fischietti e petardi, oltre alla manomissione dei mezzi usati da chi aveva partecipato alla battuta. Secondo quanto stabilito dal tribunale spagnolo, la sicurezza dei cacciatori è stata messa a rischio e ora sarà necessario risarcire anche il locale Hunting Club per i danni provocati.
La soddisfazione dei cacciatori
Soddisfazione è stata espressa dalla comunità venatoria iberica, come è facile intuire. Queste, in particolare, le parole di Juan Marques, presidente della società di caccia: “Questa decisione rappresenta un chiaro sostegno al lavoro svolto dai cacciatori nel rispetto della legge. D’ora in poi, chiunque intenda boicottare o costringere un’attività autorizzata ci penserà due volte“.




































