Ancora il Consiglio di Stato
Sta andando di sicuro al Consiglio di Stato il primo pensiero di questi giorni da parte dei cacciatori italiani. Oltre alla sentenza relativa alla presunta obiezione di coscienza che vieterebbe la caccia nei terreni privati, c’è anche quella pronunciata in merito alle mangiatoie per ungulati. L’organo giuridico di rilievo costituzionale ha esaminato il ricorso della LAV (Lega Anti Vivisezione) sulle mangiatoie per ungulati autorizzate dalla Provincia di Trento.
Le aree interessate
Secondo quanto stabilito dalla sesta sezione, la provincia dovrà valutare quale impatto hanno queste mangiatoie sulla biodiversità, gli ecosistemi e la sicurezza delle persone. Ecco perché è stato imposto di valutare l’eventuale sospensione in alcune aree almeno (Val di Non e Val di Sole in primis). Gli animalisti, proprio come avvenuto nel caso dei terreni vietati per motivi etici, hanno interpretato a loro modo questa pronuncia.
Gli animalisti gongolano
Questa la versione offerta dalla LAV: “Il foraggiamento è una pratica utile ai cacciatori per incrementare il numero degli animali da uccidere, ma è scientificamente provato che danneggia gli ecosistemi, il benessere degli animali che si alimentano dalle mangiatoie e contribuisce a creare orsi confidenti, dunque potenzialmente pericolosi, nei confronti delle persone. Siamo molto felici di questa importante vittoria che arriva dopo anni di attività realizzate dalla LAV a beneficio della sicurezza dei cittadini e degli orsi, tentando di porre fine a una pratica utile solo ai cacciatori ma che incide anche sulla convivenza con gli orsi. Ora la Provincia di Trento deve adeguarsi alle indicazioni fornite dal massimo organo della giustizia Amministrativa“.



































