Autorizzazione rimossa
Come reso noto dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) in questione, la Regione Veneto ha annullato le gare cinofile riservate a razze da caccia su lepri. La decisione è arrivata nonostante il TAR di Venezia non si sia espresso in merito, per la precisione proprio sul ricorso presentato dall’associazione animalista. Come sottolineato da quest’ultima, lo scorso dicembre la Regione aveva autorizzato lo svolgimento delle prove fino al 2030.
Periodo riproduttivo
Questo il punto di vista della LAV: “Le competizioni di questo tipo sono organizzate dai cacciatori per allenare i loro cani a stanare le lepri che diventano così un facile bersaglio sul quale sfogare il loro sanguinario passatempo. Durante le gare non è consentito l’uso del fucile, ma la Regione Veneto ne aveva autorizzato lo svolgimento durante il periodo riproduttivo delle lepri con inaccettabili ricadute fatali sulle madri e i cuccioli che sarebbero stati uccisi dall’invasione dei cani“.
Le ricadute sui selvatici
La puntualizzazione prosegue: “Abbiamo perciò depositato con urgenza un ricorso al TAR di Venezia con la richiesta di cancellare un’autorizzazione contraria alla scienza e alla tutela degli animali selvatici. È intollerabile che un’istituzione regionale si inchini alle richieste dei cacciatori anche quando è evidente e comprovato che comportano gravissime ricadute sugli animali selvatici e sull’ambiente, tutelati dall’articolo 9 della Costituzione! I cacciatori non si limitano a causare la morte di milioni di animali durante la stagione di caccia. La loro arroganza, il loro deleterio impatto sulla vita selvatica, sostenuti come in questo caso da un’amministrazione regionale, vanno ben oltre la stagione di caccia rappresentando una minaccia per gli animali e l’ambiente in qualsiasi giorno dell’anno“.




































