La polemica
L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) esprime viva preoccupazione per le recenti nomine ai vertici dei parchi nazionali e regionali, contestando modalità di designazione che “rischiano di privilegiare appartenenze politiche e legami con il mondo venatorio rispetto alle competenze scientifiche necessarie per tutelare la biodiversità”.
Lobby venatoria
Questo il pensiero, come sempre controverso, dell’Ente: “Tra le varie nomine ai vertici delle aree protette italiane si trovano persino cacciatori o figure legate alla lobby venatoria. In altri casi si tratta di persone che hanno rivestito cariche politiche o di ex candidati alle elezioni. Zoologi, botanici, naturalisti e divulgatori scientifici sono quasi scomparsi dai vertici dei parchi, mentre è frequente trovare urbanisti, architetti, antropologi e sociologi, spesso molto vicini, quando non direttamente legati, ai partiti politici”.
Cacciatori ovunque
Non è stato risparmiato proprio nulla: “La preoccupazione dell’Associazione non riguarda soltanto i parchi. Enpa richiama anche la recente composizione del consiglio di amministrazione dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), nel quale è stato nominato un noto esponente di Coldiretti, associazione che ha siglato un accordo con il Comitato Nazionale Caccia e Natura, organismo legato al mondo venatorio e al settore della produzione di armi e munizioni”.


































