Una nuova nota
Nuova nota dell’Associazione Nazionale Libera Caccia dopo le risposte a quella diramata del presidente Paolo Sparvoli in merito alle aziende faunistico venatorie. Queste le parole messe nero su bianco: “Il 27 dicembre ho diramato una breve nota con la quale – pur senza insultare nessuno – non solo ribadivo le perplessità e i dubbi già espressi nel luglio del 2022 al momento della costituzione dell’Associazione delle imprese faunistico-venatorie AB (Agrivenatoria Biodiversitalia), ma affermavo che il cammino iniziato allora si stava concludendo con l’emendamento contenuto nella legge di bilancio. In quella nota, a dimostrazione della nostra assoluta indipendenza politica, ho espresso direttamente le mie perplessità sul comportamento della maggioranza e non glie l’ho certo mandato a dire”.
Troppa rabbia
“Ovviamente, le mie osservazioni non hanno mancato di suscitare le solite reazioni (per ora solamente da parte dei presidenti Buconi, Castellani e Maffei) che talvolta sconfinano inspiegabilmente nella rabbia e nelle offese personali. Ma mentre l’amico Castellani si limita a descrivermi come uno che prende lucciole per lanterne, il presidente di Federcaccia ci va più pesante e ha fatto diramare un corposo comunicato dal quale emerge non solo un astio profondo per le mie critiche e i miei dubbi, ma il desiderio di trasferire il tutto sul piano personale accusandomi di parlare a nuora (Federcaccia) perché suocera (cioè il governo e la maggioranza parlamentare) intendano. E, infine, mi invita addirittura a togliermi l’elmetto e a mettermi gli occhiali per vedere meglio le esigenze politiche e sociali del Paese. Allora decido anch’io di trasferire questa mia replica sul piano personale, rivolgendomi direttamente all’amico presidente Buconi per ricordargli alcuni “piccoli” particolari che sembra aver dimenticato”.
Alleanza assurda
“Cominciamo con la legge 157/92 che noi della Libera Caccia non abbiamo certo “concordato” nottetempo con nessuno e della quale condividiamo in pieno solo l’art. 1, visto che, anche con la benedizione di Federcaccia, si è rivelata un pastrocchio burocratico che ha falcidiato pesantemente il numero dei cacciatori e che si è dimostrato buono solo per creare un numero patologico (costoso, dannoso e ridicolo) di carrozzoni chiamati ATC. Proseguiamo, poi con l’assurda alleanza con Legambiente che Federcaccia e compagnia hanno salutato come una vittoria e una conquista epocale per la caccia e i cacciatori italiani. Peccato che nessuno di loro, a marzo del 2014, si sia ricordato che l’associazione ambientalista con la quale stavano stringendo una Santa Allenza suicida, è sempre stata e sempre sarà uno dei nostri nemici più irriducibili e che ha sempre ritenuto prioritaria e fondamentale l’abolizione dell’art. 842 del Codice civile! Un obiettivo perfettamente condiviso con il WWF che ha dimenticato le sue gloriose radici venatorie e i suoi autorevoli padri fondatori, quasi tutti con la licenza di caccia!”.
Articolo 842
“Veniamo, infine, alla famosa presentazione dell’Associazione AB, alle cui fasi preparatorie – è bene che tutti lo ricordino – la Libera Caccia non è mai stata coinvolta, non so se per una banale dimenticanza o per quale altro motivo. Ebbene, nel corso di quella riunione festosa, il presidente Buconi era evidentemente distratto, tanto da non aver ascoltato bene le parole di fuoco pronunciate dal dr. Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale della Coldiretti. Sono proprio il contenuto e i toni di quel suo intervento che fecero saltare sulla sedia tanti cacciatori italiani. Un intervento che anche il sottoscritto, forse prendendo “lucciole per lanterne”, considerò un vero e proprio inno all’abolizione dell’art. 842, visto che prendeva di mira non solo i cacciatori ma anche raccoglitori di funghi, tartufi, asparagi, more, lumache e via dicendo. Mi preme di precisare, con estrema chiarezza, che la Libera Caccia, nella sua assoluta apoliticità, non solo non si è vergognata di applaudire la maggioranza per il coraggio dimostrato nel rimboccarsi le maniche, mettendo mano ad una politica venatoria che per troppi anni è stata ostaggio dello strapotere dell’ambientalismo e dell’animalismo, ma ha anche il coraggio di criticarla apertamente per l’eccessiva prudenza dimostrata negli ultimi mesi”.
Strategie comuni
“Ciò detto, continuiamo ad aver fiducia in questo governo e lo esortiamo a non cedere di un solo millimetro di fronte alle pressioni di alcuni politici e di certi organi di stampa ben noti a tutti. Infine, per tornare ai consigli di mettermi gli occhiali e di togliermi l’elmetto rivoltimi dall’amico Buconi, lo assicuro che li prenderò in seria considerazione ma, al tempo stesso, li contraccambio dandogli anche io un consiglio affettuoso: si compri una buona protesi acustica, così eviterà di farsi sfuggire le minacciose frasi pronunciate in occasione di quella famosa presentazione. Devo solo aggiungere che da parte mia e da parte della Libera Caccia non mancheranno mai la volontà e l’impegno a individuare e perseguire strategie comuni e condivise per ridare piena dignità e cittadinanza alla caccia italiana. Anche se pensiamo che il pericolo non sia scampato e continueremo ad essere estremamente vigili, saremo sinceramente felici di poter dire: “Ci siamo sbagliati”! Concludendo, forse sarò solo un pessimista che vede nemici della caccia dovunque e magari si mette anche l’elmetto, come dice l’amico Buconi, ma preferisco aver paura che buscarle, come è successo dal ’92 ad oggi. Con la presente nota, considero terminata questa fase dialettica alla quale attribuisco un grande valore di confronto costruttivo interassociativo e di stimolo politico, e non replicherò in alcun modo ad ulteriori commenti e/o provocazioni”.



































