Una febbre contagiosa
È un Paolo Sparvoli scatenato quello degli ultimi giorni. Il presidente dell’Associazione Nazionale Libera Caccia, dopo la polemica a distanza con l’Arci Caccia sulla questione del Comitato Faunistico Venatorio, è tornato alla carica firmando una nota che vede come protagonisti i parchi le aree protette del nostro paese. Queste le parole del numero uno di ANLC: “Ci risiamo! Ormai questa mania dei parchi e delle aree protette sta diventando una vera e propria epidemia che ha contagiato perfino un’esponente della maggioranza come la senatrice Anna Maria Fallucchi (FdI), che è risultata la donna più suffragata dell’intero Centrodestra pugliese, essendo stata eletta con 6.300 preferenze. Dopo l’ampliamento a ben 11 comuni del Parco Nazionale di Portofino, stabilito due anni fa dal Tar della Liguria, e dopo l’istituzione del Parco Nazionale del Matese avvenuta il 22 aprile 2025, nonostante l’opposizione di moltissime realtà locali, ora è la volta di Puglia, Basilicata e Campania a mostrare un preoccupante aumento della contagiosa febbre dei parchi, progettando la creazione del Parco Nazionale dell’Ofanto che diventerebbe, con i suoi 170 chilometri, il ventiseiesimo della Penisola“.
Carrozzoni dannosi
“Una cosa, comunque, è da riconoscere: agli appassionati (e interessati) amanti delle aree protette non manca certo l’immaginazione, perché usano una serie davvero considerevole di nomi fantasiosi. Proviamo a fare un piccolo riassunto della situazione attuale nel nostro meraviglioso Paese che, bisogna doverosamente ricordarlo, non deve certo la sua bellezza al proliferare di parchi ma alla sensibilità e alla saggezza di tante comunità montane e rurali che hanno saputo mantenerla nei secoli, magari inserendo vincoli di varia natura, senza però creare carrozzoni cervellotici e spesso perfino dannosi. In Italia attualmente ci sono 872 aree protette che occupano oltre 3 milioni di ettari ma, a differenza di quanto in genere succede nel resto del mondo, con decine di nomi diversi tanto che spesso è davvero difficile orientarsi. Ci sono 25 Parchi Nazionali (compreso quello recentissimo del Matese); 133 Parchi Naturali Regionali e Provinciali; 146 Riserve Naturali Statali; 3 Aree Naturali di Protezione Nazionali; 57 Biotopi; 338 fra Riserve Regionali, Riserve Speciali e Riserve Orientate; 170 fra Monumenti Naturali, Aree Naturali di Protezione Regionali; Parchi Urbani, Oasi e Zone di Salvaguardia“.
Sviluppi da seguire
“E molto spesso, tutta questa fantasiosa creazione è avvenuta sulle spalle delle popolazioni locali che sono state costrette a subire limiti e divieti punitivi spesso del tutto immotivati. Divieti che, per la soddisfazione di certi politici, di alcuni animalisti e di una manciata di stipendiati (dai dirigenti agli operai), renderanno non difficile ma addirittura impossibile la vita di tutti coloro che, da secoli, in quei luoghi affondano le radici personali e familiari, ma anche l’attività produttiva e quindi la loro stessa sopravvivenza. Infatti, attraverso i severi obblighi che regolano la famosa VIA (Valutazione di Incidenza Ambientale) quasi tutte le aziende, specie quelle zootecniche, agricole e boschive non potranno più operare con serenità. Si sta quindi preparando un’altra violenza sulle popolazioni che vivono e operano in tre lembi di Basilicata, Campania e Puglia che già ora “ospitano” 17 aree protette (rispettivamente 6, 4 e 7). Come a solito, la Libera Caccia seguirà con il massimo impegno gli sviluppi di questa ennesima iniziativa presa nel nome di una “parcomania” esasperata che, nella maggior parte dei casi, ha prodotto solo grandi danni ambientali ed economici. Infine, mentre assicura la più completa solidarietà agli abitanti e agli operatori delle zone interessate, sollecita i ministri dell’agricoltura e dell’ambiente e l’intero governo ad esaminare con la massima attenzione questo progetto, impedendo ogni sopruso politico e ideologico“. (fonte: ANLC)


































