I firmatari
Eleonora Evi, Ilenia Malavasi, Paolo Ciani e Marco Furfaro: sono questi i nomi dei deputati del Partito Democratico che hanno presentato ieri una interrogazione rivolta al Ministero dell’Agricoltura e a quello della Salute per affrontare la questione delle munizioni in piombo. I destinatari, non a caso, sono i titolari dei due dicasteri, Francesco Lollobrigida e Orazio Schillaci.
4 punti cardine
L’obiettivo? Può essere riassunto in 4 punti. L’interrogazione punta a chiedere al Governo se intende:
- introdurre un limite per il contenuto di piombo nella selvaggina cacciata, analogo a quello previsto per gli animali domestici
- estendere progressivamente il divieto di utilizzo del piombo per le munizioni da caccia all’intero territorio nazionale, partendo dalla piena applicazione del regolamento (Ue) 2021/57 riguardante la caccia nelle zone umide, tuttora parzialmente disapplicato
- sostenere la proposta di restrizione presentata dalla Commissione europea in ambito Reach
- promuovere una campagna di informazione e sensibilizzazione sui rischi del piombo nelle carni di selvaggina presso i cacciatori, gli operatori delle filiere delle carni di selvaggina e i medici, soprattutto nelle aree dove maggiore è la densità venatoria
Il riferimento ai cacciatori
C’è un ulteriore passaggio dell’interrogazione che coinvolge il mondo venatorio: “Il superamento del piombo nelle munizioni, se adeguatamente gestito, non determina ripercussioni negative sulla caccia, come dimostra la Danimarca dove il piombo è bandito dal 1996; al contrario i cacciatori ne trarrebbero benefici per la salute propria e dei propri familiari, le maggiori possibilità di carniere e la propria immagine”.































