Frequenza allarmante
Un nuovo, gravissimo episodio di predazione scuote il mondo rurale e venatorio, riaccendendo il dolore per la perdita di animali che sono, prima di tutto, compagni di vita. In località Guado alla Lastra, lo scorso 5 gennaio, un branco di lupi ha aggredito e ucciso un esemplare di setter durante una battuta di caccia, sotto gli occhi impotenti del suo proprietario. L’episodio è l’ultimo di una lunga scia di attacchi che, negli ultimi mesi, si stanno moltiplicando con frequenza allarmante su tutto il territorio nazionale, come documentato anche dal costante lavoro di monitoraggio delle associazioni venatorie. L’Associazione AB (Agrivenatoria Biodiversitalia) esprime la massima solidarietà al cacciatore colpito da questa perdita lacerante. Non stiamo parlando solo di “ausiliari”, ma di membri della famiglia, amici fedeli che condividono con l’uomo passioni, fatiche e tempo quotidiano. Vederli sbranati in pochi istanti è un trauma che nessuna statistica può ignorare.
Equilibrio del territorio
L’Associazione denuncia con forza una pressione predatoria ormai insostenibile. Il problema non riguarda solo la sicurezza dei nostri cani, ma l’intero equilibrio del territorio: la presenza incontrollata del lupo sta decimando la fauna selvatica e mettendo in ginocchio la zootecnia di montagna e di collina. Quest’ultima è una componente fondamentale per il mantenimento della biodiversità e del paesaggio rurale; senza il pascolo e l’attività dell’uomo, il territorio degrada, perdendo quel mosaico ambientale che proprio gli agricoltori e i cacciatori contribuiscono a preservare.
Le parole di Niccolò Sacchetti
Sull’accaduto è intervenuto con fermezza il Presidente di AB, Niccolò Sacchetti, chiedendo un cambio di passo immediato nella gestione della specie: “Siamo stanchi di contare le vittime di una gestione ideologica e non scientifica della fauna. Quest’ultima uccisione è la tragica conferma che il lupo ha ormai perso il naturale timore verso l’uomo. Non possiamo più accettare che i nostri compagni di vita più fedeli vengano predati mentre siamo nei boschi.” “Oggi non ci sono più scuse,” prosegue Sacchetti. “Il recente declassamento del lupo da specie ‘strettamente protetta’ a ‘protetta’ a livello europeo sancisce ufficialmente ciò che sosteniamo da anni: la specie non è più in via di estinzione e gode di uno stato di salute eccellente. Chiediamo alle Regioni di assumersi le proprie responsabilità e di attivare immediatamente piani di contenimento e gestione. È necessario riequilibrare la presenza dei predatori per garantire non solo la sopravvivenza della zootecnia e della piccola fauna, ma anche la sicurezza di chi vive le nostre tradizioni rurali.” L’Associazione AB continuerà a monitorare la situazione e a fare pressione nelle sedi istituzionali affinché la difesa della biodiversità e la sicurezza di chi vive e lavora nelle campagne tornino a essere una priorità assoluta dell’agenda politica.




































