Un messaggio chiaro
Da EOS Show 2026 a Parma arriva un messaggio chiaro: sulla gestione del lupo è il momento di passare dalle analisi alle soluzioni operative. È quanto emerso dal convegno “La presenza del lupo: soluzioni per una convivenza equilibrata”, promosso dalla Federazione Italiana della Caccia dell’Emilia-Romagna insieme al Coordinamento Cacciatrici Federcaccia. Due le direttrici emerse con forza nel corso dei lavori: da un lato l’esigenza di aggiornare un quadro normativo ormai superato rispetto alla reale diffusione della specie (intervenendo sull’art. 2 della 157/92 rimuovendo il lupo dall’elenco delle specie particolarmente protette); dall’altro la necessità di strutturare percorsi di formazione per operatori qualificati nel monitoraggio e nella gestione del lupo. Su entrambi i fronti Federcaccia ha annunciato un impegno diretto, confermando la volontà di trasformare il confronto in azioni concrete.
Approccio pragmatico
Ad aprire i lavori Paolo Pini, Consigliere di Presidenza nazionale Federcaccia, che ha sottolineato la necessità di un approccio pragmatico che oggi può partire dall’Emilia-Romagna: “Sul lupo non possiamo più permetterci un approccio ideologico o emergenziale” – ha dichiarato Pini – “Il tema va affrontato con serietà, dati aggiornati e responsabilità condivise tra tutti i portatori di interesse. Solo così possiamo costruire soluzioni realmente efficaci per i territori, superando cliché e disinformazione strumentale.” Il confronto, articolato in due tavole rotonde moderate rispettivamente dal Responsabile della Comunicazione FIdC Marco Ramanzini e dal giornalista esperto di temi faunistico ambientali Ettore Zanon, ha coinvolto rappresentanti istituzionali, tecnici e operatori del settore. Tra gli interventi quelli di Piero Genovesi, Resp. Coordinamento Attività Fauna Selvatica ISPRA, e di Stefano Poma, Direttore Generale Agricoltura, Caccia e Pesca Regione Emilia-Romagna, che hanno evidenziato criticità operative e limiti dell’attuale sistema normativo.
Un passo in avanti nella gestione
In particolare proprio da Poma è stata evidenziata la necessità di modificare la normativa, intervenendo sull’art. 2 della 157/92, per arrivare a poter compiere un vero e proprio passo in avanti sulla gestione della specie. Nel dibattito sono intervenuti anche Oscar Frattini, Presidente provinciale Federcaccia Parma, Tiziano Pizzasegola, Presidente provinciale Federcaccia Piacenza, Carlo Berni, Sindaco del Comune di Albareto (PR), Pietro Pontoli, rappresentante Coldiretti Parma, e Renzo Bruschi, Ambito Territoriale di Caccia Parma 9, che hanno portato il punto di vista diretto dei territori, evidenziando le ricadute concrete della presenza del lupo sulle attività agricole e sulle comunità locali. Il Presidente nazionale Massimo Buconi ha rilanciato il ruolo del mondo venatorio come soggetto attivo e competente nei processi di gestione della fauna, annunciando iniziative concrete per dare seguito alle esigenze emerse dalla discussione.
Strumenti normativi adeguati
Un contributo è arrivato anche dal Coordinamento Cacciatrici Federcaccia: Isabella Villa ha richiamato il lavoro avviato sul monitoraggio delle predazioni del lupo sui cani, utile ad ampliare il quadro conoscitivo sugli impatti della specie su fauna, attività umane e territorio. Presente ai lavori anche l’On. Francesco Bruzzone, che nel suo intervento ha sottolineato la necessità di dotarsi di strumenti normativi adeguati ad affrontare una questione sempre più attuale e complessa. A chiudere gli interventi, le parole del Presidente Buconi: “Chi vive il territorio ogni giorno sa bene quanto siano complessi gli equilibri ambientali. È da qui che nasce la nostra disponibilità a contribuire in modo concreto alla gestione della fauna. L’obiettivo non è intervenire sul lupo in quanto tale – come più volte ribadito il lupo non è una specie che interessa ai cacciatori dal punto di vista venatorio – ma costruire un sistema capace di tutelare biodiversità, attività umane, agricole ed equilibri del territorio.” Un confronto che segna un passaggio importante: dalla consapevolezza del problema alla definizione di un percorso operativo, nel quale Federcaccia, ancora una volta, si candida ad essere protagonista.































