Una nota prevedibile
La stagione venatoria 2025-2026 è ufficialmente conclusa e, come prevedibile, spuntano come funghi le reazioni di associazioni e personalità anticaccia. Tempismo perfetto, in particolare, per l’onorevole Michela Vittoria Brambilla che ha affidato a una nota le sue considerazioni, il cui tono è facilmente intuibile.
Future generazioni
Ecco le sue parole: “Si è chiusa sabato la stagione di caccia 2025/2026 con il solito bollettino di guerra, puntualmente stilato dall’Associazione vittime della Caccia (AVC): in ambito venatorio 11 morti e 31 feriti, ai quali vanno aggiunti milioni di animali brutalmente uccisi e il danno incalcolabile arrecato al nostro patrimonio naturalistico, che dal 2022 è formalmente tutelato anche dalla Costituzione nell’interesse delle future generazioni. La caccia è una pratica barbara e desueta, per fortuna già in declino, che dev’essere solo fermata“.
La “lobby” dei cacciatori
La nota prosegue: “Questo quadro non è degno di un paese civile. Servirebbe abolire la caccia. Servirebbero maggiori controlli sulle tante forme di illegalità nel mondo venatorio, che le forze dell’ordine contrastano con meritorio impegno: non li ringrazieremo mai abbastanza. La lobby dei cacciatori è sempre più ristretta, la stragrande maggioranza degli italiani osteggia la caccia. Nei palazzi della politica è tempo di prendere nota“.




































