Carriera infinita
Un palmares da fare invidia a qualunque sportivo, impreziosito da tre medaglie olimpiche, ma soprattutto la partecipazione a un’edizione degli stessi Giochi che non sarà affatto “normale”. Dorothea Wierer si appresta a vivere le ultime gare della carriera, come confermato in una intervista concessa al quotidiano “La Stampa”, una conclusione con la C maiuscola per tanti motivi. Il prossimo 6 febbraio cominceranno i Giochi di Milano-Cortina, evento in cui la campionessa italiana di biathlon proverà a migliorare le sue precedenti esperienze. Del già citato palmares, infatti, fanno parte anche i tre bronzi ottenuti a Soci (2014), Pyeongchang (2018) e a Pechino (2022), dunque basterà un argento per migliorare questo bilancio, anche se ovviamente ci si aspetterà una medaglia del metallo più pregiato.
L’oro? Nessuna ossessione
Il tifo potrebbe fare la differenza, come ha rimarcato la 35enne di Brunico: “Saranno le ultime gare della mia carriera: dove sono cresciuta e davanti a tutta la mia gente. Meglio di così non potevo chiudere e lo dico al netto dei risultati. Senza l’ossessione per l’oro“.
Orgoglio italiano
Non è mancato, nell’intervista, un confronto con le altre discipline: “Agli altri sport invidio il pubblico. Ma solo in Italia perché all’estero le tribune sono stracolme. Ecco, mi piacerebbe avere il tifo dei nostri tennisti. Anche se adesso hanno una pressione esagerata“. Infine, un cenno alle origini: “Io sono orgogliosa di essere italiana e anche del posto dove sono nata. A qualcuno piace fare polemica giusto per mettersi in mostra“.



































