Titolo di legittimazione
Coldiretti Frosinone ha inviato una richiesta formale all’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per sollecitare la revisione dell’articolo 3, comma 1, del regolamento che disciplina l’indennizzo dei danni provocati dalla fauna selvatica nel territorio del Parco, dell’area contigua e delle altre aree di interesse per la tutela dell’orso bruno marsicano. Nel mirino dell’organizzazione agricola, in particolare, la previsione secondo cui, per le aziende zootecniche e apistiche professionali, l’iscrizione al Registro degli allevatori, apicoltori e agricoltori professionisti del Parco, costituisce titolo di legittimazione per ottenere l’indennizzo, con la conseguenza che, in assenza di iscrizione, il ristoro non viene riconosciuto. Un’istanza che ha raccolto parere favorevole da parte del presidente del Parco, Giovanni Cannata e del direttore, Luciano Sommarone e che sarà ora sottoposta al prossimo Consiglio per la formale approvazione.
Mancata iscrizione preventiva
“Comprendiamo e condividiamo l’utilità di uno strumento come il Registro, che può essere importante ai fini del censimento, del monitoraggio e della qualificazione delle aziende presenti sul territorio – spiega il presidente di Coldiretti Frosinone, Vinicio Savone – Quello che contestiamo è che la mancata iscrizione preventiva possa diventare un ostacolo assoluto al riconoscimento dell’indennizzo. Una simile impostazione rischia di penalizzare imprese agricole che operano legittimamente e che, pur avendo subito danni, sarebbero escluse da un diritto, che deve invece essere garantito”.
Una limitazione senza fondamento
Secondo Coldiretti Frosinone, questa previsione introduce una limitazione che non troverebbe fondamento nella normativa vigente, e in particolare nella legge quadro sulle aree protette. Per questo l’organizzazione chiede che il Registro resti uno strumento utile di controllo e ricognizione, ma senza trasformarsi in una condizione preliminare ed esclusiva per accedere agli indennizzi. “Le aziende agricole e zootecniche del territorio – aggiunge il direttore di Coldiretti Frosinone, Gerardo Dell’Orto – vivono già quotidianamente le conseguenze dei danni causati dalla fauna selvatica. In un contesto del genere, servono procedure chiare, eque e realmente accessibili, non meccanismi che rischiano di lasciare fuori chi lavora ogni giorno con sacrificio nelle aree interne e protette”.
Ulteriore proposta
Nella lettera inviata all’Ente Parco, Coldiretti Frosinone propone, inoltre, di consentire l’iscrizione al Registro anche successivamente al verificarsi del danno, contestualmente alla domanda di indennizzo, e di valorizzare il fascicolo aziendale AGEA come strumento ufficiale, già consolidato, per l’identificazione e il controllo delle imprese agricole. “Il nostro obiettivo – conclude Savone – non è mettere in discussione strumenti di organizzazione e verifica, ma evitare che un passaggio formale finisca per compromettere la tutela dovuta alle imprese. Siamo pronti a un confronto costruttivo con l’Ente Parco, per arrivare a una soluzione equilibrata, che tenga insieme legalità, tutela ambientale e rispetto del lavoro agricolo” (fonte: Coldiretti Frosinone).




































