Libertà limitata
Il presidente Marcello Stoduto e il segretario Mino Di Chiara della Federcaccia Sezione provinciale di Foggia esprimono dissenso per la riproposta del Parco regionale dei Monti Dauni, costruita ancora una volta con grande abilità emotiva e comunicativa, ma proprio per questo merita una risposta attenta e fondata su realtà, competenza e rispetto per la complessità del tema. Il parco regionale dei Monti Dauni non darà alcun sogno che diventerà realtà ma al contrario limiterà la libertà e sfinirà l’economia di noi tutti. I borghi dei Monti Dauni, intrisi di storia e tradizioni rurali, meriterebbero urgenti attenzioni per la sanità (a Faeto manca il medico di famiglia) come presidi di pronto soccorso ed altre strutture utili al benessere sociale. Un paesaggio che non è stato considerato di valore allorché dovevano essere installati parchi eolici!
Le aree rurali senza la caccia
La ruralità è vissuta appieno in Regioni in cui i divieti non esistono ma ci sono programmi e stili educativi che proteggono la natura vivendola intensamente con la partecipazione diretta attraverso attività antiche quanto l’uomo. L’attività venatoria è da sempre vista come presidio ambientale in quanto regolamentata e quindi uno strumento di equilibrio ecologico. L’Europa lo riconosce. I piani faunistici regionali, i calendari venatori, le limitazioni per specie, territori e periodi sono frutto di studi scientifici, monitoraggi e valutazioni tecniche. I cacciatori non sono “fucili vaganti”, ma soggetti formati, controllati e collaborano con enti pubblici per censimenti, recuperi, contenimenti di specie invasive e nocive per l’agricoltura e per la sicurezza e in attività di vigilanza. Senza la Caccia, molte aree rurali perderebbero un presidio attivo sui territori in inverno, sulle segnalazioni del bracconaggio, negli interventi dei piani di controllo della fauna invasiva.
La tutela della biodiversità
La risposta non può essere solo “lo Stato” o la Regione perché lo Stato o la Regione si avvale proprio di queste competenze diffuse. Il Disegno di Legge, oggi giorno in Parlamento per forte volere e capacità attuativa del Governo Italiano non “liberalizza la caccia”, ma propone modifiche che rispondono a esigenze concrete e richieste dal mondo agricolo, dagli imprenditori del turismo e delle attività produttive. Queste misure non sono “contro la natura”, ma contro l’abbandono gestionale. La biodiversità non si tutela con un parco regionale, ma con azioni concrete, anche difficili. Abbiamo seguito l’approvazione del Regolamento per il servizio di vigilanza venatoria volontaria (DGR 1333/2025). Le nuove Guardie Volontarie Venatorie (GVV) non sono solo un supporto per la fauna, ma un elemento chiave per la tutela di tutto il nostro territorio sui danni da fauna selvatica a supporto degli agricoltori, contro il bracconaggio, contro lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi. L’istituzione di un ennesimo parco è fuori luogo, inopportuno e inadeguato. È una scelta disconnessa dalle reali necessità dei Monti Dauni e che ostacola gli aspetti positivi e l’identità del territorio. Manifesteremo dissenso perché la questione è complessa e non si può sorvolare chi, per la Natura, auspica uno sviluppo sostenibile (fonte: FIDC Foggia).





































