I primi due capi
Dall’inaugurazione dello scorso luglio alla piena operatività: il sistema di gestione e tracciabilità dei cinghiali del Parco del Conero è ufficialmente partito, come reso noto oggi da AB – Agrivenatoria Biodiversitalia. Con l’arrivo dei primi due capi stamattina ad Ancona, si consolida un modello di filiera certificata.
Valorizzazione della selvaggina
Grazie all’utilizzo dei QR Code per il monitoraggio dei dati (luogo, tempo, età), viene garantito un prodotto sicuro e tracciabile lungo tutto il percorso. Un progetto che, come rimarcato dalla stessa AB, valorizza il lavoro dei cacciatori come produttori primari e tutela l’ecosistema del Parco. L’inaugurazione, come accennato, risale alla fine dello scorso mese di luglio, quando si parlò espressamente di “un passo concreto per valorizzare le carni di selvaggina in modo sicuro, tracciabile e a norma”.
I vantaggi del centro
In estrema sintesi, il centro marchigiano permetterà:
- La raccolta sicura delle carcasse di cinghiali catturati
- L’avvio di una filiera controllata
- Il sostegno agli agriturismi (grazie alla convenzione con gli Agriturismi Terranostra Marche)
- Il lancio futuro di un marchio del Parco del Conero
(fonte: AB – Agrivenatoria Biodiversitalia)



































