Ordine del giorno
L’emergenza legata alla Peste Suina Africana (PSA) continua a far sentire i suoi effetti sul territorio piemontese, non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico. Per contrastare la crisi che sta colpendo duramente il settore, la Regione Piemonte ha annunciato l’introduzione di importanti agevolazioni fiscali per le aziende del comparto venatorio situate nelle zone soggette a restrizioni. L’iniziativa nasce da un ordine del giorno presentato dall’assessore regionale Enrico Bussalino e dal consigliere Marco Protopapa (Lega), collegato al disegno di legge regionale 93. L’obiettivo è chiaro: garantire la sopravvivenza di realtà che svolgono un ruolo fondamentale non solo per l’economia rurale, ma anche per la gestione del territorio e il contenimento della fauna selvatica. La misura principale prevede una riduzione del 50% della tassa regionale dovuta dalle aziende faunistico-venatorie e agri-turistico-venatorie per l’annualità 2026.
Chi può accedere alle agevolazioni
I criteri per l’individuazione dei beneficiari saranno definiti con un’apposita deliberazione della Giunta Regionale, ma i punti cardine sono già stati tracciati:
Localizzazione: Le aziende devono operare nelle zone di restrizione (I, II e III) definite dai regolamenti UE per il contrasto alla PSA.
Impatto economico: Il sostegno è rivolto a chi ha subito una drastica riduzione dell’utenza e dei ricavi a causa del divieto di prelievo venatorio e delle limitazioni agli spostamenti.
Ruolo ecologico: Viene riconosciuto il valore delle AFV e AATV come presidio del territorio e attori necessari per il depopolamento dei cinghiali, principale vettore del virus.
L’impatto della PSA in Piemonte
Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, i casi di positività tra i cinghiali hanno superato quota 2.000 (dato aggiornato a febbraio 2026). Questa situazione ha reso necessario il mantenimento di zone “cuscinetto” e zone rosse, dove l’attività venatoria tradizionale è fortemente limitata o sospesa, privando le aziende agri-turistiche della loro principale fonte di reddito. L’impegno assunto dalla Giunta Regionale è quello di garantire che la riduzione del carico fiscale avvenga tramite procedure snelle e trasparenti. L’iter prevede ora la definizione puntuale dei criteri attuativi per permettere agli operatori di accedere al beneficio in tempi brevi, fornendo una boccata d’ossigeno a un settore che rappresenta un’eccellenza per il turismo rurale piemontese (fonte: AB – Agrivenatoria Biodiversitalia).

































