Le carcasse pericolose
È confermato il caso di peste suina sulle carcasse di tre cinghiali morti rinvenuti tra il 29 giugno e il 1 luglio sulla montagna pistoiese nel comune di San Marcello Piteglio, in un’area prossima al confine con l’Emilia Romagna. Dagli uffici regionali si spiega che le nuove positività comporteranno una rimodulazione delle zone di restrizione da parte della Commissione Europea.
Sorveglianza rafforzata
Nel frattempo sono già state rafforzate le attività di sorveglianza attiva e passiva sulla fauna selvatica nell’area interessata, un’azione coordinata tra Regione Toscana, Asl Toscana Centro e Commissario straordinario per la peste suina africana. Prosegue la ricerca di altre carcasse, sono state messe in atto le consuete restrizioni allo spostamento di d animali e prodotti e sono stati intensificati i controlli veterinari, in sinergia con Prefettura, Atc ed enti locali .
Come sta evolvendo la situazione
La peste suina africana non è una zoonosi, ovvero non si trasmette all’uomo e non comporta alcun rischio per la salute pubblica Resta massima l’attenzione per la tutela del patrimonio suinicolo e zootecnico regionale. Nelle settimane scorse era stato riscontrato il primo caso di infezione su un suino domestico di allevamento nel territorio di Massa Carrara. Il presidente della Toscana, l’assessorato al diritto alla salute e l’assessorato all’agricoltura stanno seguendo con attenzione l’evoluzione della situazione, in costante raccordo con il commissario straordinario e le autorità sanitarie nazionali e locali (fonte: Regione Toscana).



































