Migrazione della quaglia: ricordiamo che non sono consentiti i richiami acustici elettromagnetici
La notizia è ancora poco diffusa su tutto il territorio italiano, ma nella zona di Chieti, sanno bene di cosa stiamo parlando. Infatti, da mercoledì sono partiti i controlli antibracconaggio su tutta la provincia. Ad attivarli è stato il Corpo Forestale dello Stato, per riuscire a diminuire l’utilizzo non legale dei famosi richiami elettromagnetici per la quaglia.
Questo è il periodo migratorio delle quaglie e di conseguenza il periodo migliore per usare mezzi non consentiti per la caccia di questi animali. Il comandante del corpo forestale, ha voluto risparmiare l’ennesima distruzione da parte dei bracconieri nei confronti di questi volatili. Infatti, i bracconieri per riuscire a cacciare le quaglie, spesso fanno utilizzo di materiali non consentiti, per un abbattimento semplice e veloce dell’animale.
Spesso, vengono utilizzati dei materiali realizzati artigianalmente che non fanno altro che danneggiare, chi caccia per passione e non per divertimento. Alcuni congegni artigianali sono stati costruiti con una batteria, un’autoradio e un altoparlante che riproducono il canto della quaglia.
Sono già quattro i richiami artigianali sequestrati da parte del Corpo Forestale dello Stato. Ricordiamo che utilizzare meccanismi di questo genere è vitato dall’art. 30 lett. h) della Legge 157/92. I controlli antibracconaggio a tappeto stanno continuando anche in queste ore, i responsabili dovranno pagare la mancanza del rispetto delle leggi venatorie.
L’arte venatoria è una passione, non deve assolutamente diventare una pratica illegale, che va solo a danneggiare chi ama la caccia. Non ci resta che aspettare gli sviluppi dell’indagine, per scoprire se i responsabili verranno individuati e quali sanzioni dovranno pagare.
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