31 gennaio 2026
Con decreto dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente numero 3/384 del 23 gennaio 2026, la Regione Autonoma della Sardegna ha approvato alcune modifiche al Calendario venatorio 2025/2026, già definito con i precedenti decreti numero 14/4783 del 25 agosto 2025 e numero 17/5111 del 12 settembre 2025. Il provvedimento prevede l’introduzione di una giornata aggiuntiva di caccia nella giornata di sabato 31 gennaio 2026, limitatamente alle specie Colombaccio e Cinghiale, nel pieno rispetto della normativa vigente e sulla base dei pareri tecnico-scientifici acquisiti.
10 giorni in meno
Il decreto dispone inoltre la modifica della data di chiusura della caccia alla Cornacchia grigia, fissata al 29 gennaio 2026, in sostituzione della precedente scadenza dell’8 febbraio. Contestualmente, vengono eliminate le disposizioni che consentivano il prelievo venatorio di tale specie nel mese di febbraio. Le modifiche si rendono necessarie anche a seguito della sentenza del TAR Sardegna n. 5/2026, che ha annullato la previsione relativa al prolungamento del prelievo venatorio della Cornacchia grigia oltre i limiti temporali stabiliti dalla normativa nazionale, imponendo alla Regione una nuova determinazione in merito.
Le parole dell’assessore
“Il provvedimento adottato si colloca nel solco del rigoroso rispetto della normativa vigente e tiene conto in modo puntuale dei pareri espressi dall’ISPRA e dal Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, che costituiscono un riferimento imprescindibile per l’azione amministrativa della Regione. L’obiettivo è garantire un equilibrio tra l’esercizio dell’attività venatoria e la tutela del patrimonio ambientale, nel quadro delle competenze istituzionali assegnate”, ha dichiarato l’Assessora regionale della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi.
Nel corso dell’istruttoria, infatti, l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente ha acquisito i pareri dell’ISPRA, del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale e del Servizio Valutazione degli Impatti e Incidenze Ambientali (VIA). Quest’ultimo ha escluso la necessità di una nuova procedura di valutazione di incidenza per la sola aggiunta della giornata del 31 gennaio 2026 per Colombaccio e Cinghiale, non ravvisando effetti significativi aggiuntivi sugli habitat e sulle specie della Rete Natura 2000.
Le altre disposizioni
Restano invariate tutte le altre disposizioni del Calendario venatorio 2025/2026, comprese le prescrizioni relative alle specie escluse dal prelievo nella giornata aggiuntiva del 31 gennaio, quali turdidi, uccelli acquatici, beccaccia e corvidi. Si segnala infine che l’Allegato 1 del decreto, nella versione pubblicata sul BURAS in data 23 gennaio 2026, non riportava la data del 29 gennaio relativamente alla caccia al cinghiale, successivamente corretta nella versione aggiornata (fonte: Regione Sardegna).




































