La presentazione del ricorso
Secondo un vecchio modo di dire, non bisognerebbe mai fidarsi degli astemi. Saggezza popolare e tutto quello che si vuole, ma l’ultima sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria ha fatto intendere come la fiducia non dovrebbe riguardare principalmente chi beve. I giudici del TAR hanno infatti confermato il ritiro del porto di fucile per uso sportivo a un uomo che aveva presentato ricorso dopo la decisione della Questura di Perugia. Sono stati proprio l’alcol e le mani pesanti a fare la differenza nel giudizio.
Lite degenerata
Il provvedimento – in realtà due sentenze di Daspo che non sono sfociate in condanne vere e proprie – si riferisce soprattutto a un episodio avvenuto nel 2022. L’uomo aveva schiaffeggiato il fratello durante una discussione, lite degenerata in seguito alla scoperta del ricorrente in stato di ebbrezza durante il suo turno di lavoro nella tabaccheria di famiglia.
Impostazione valida
Ad aggravare il tutto è stato il racconto della madre che avrebbe confermato i ripetuti abusi alcolici dell’uomo e i frequenti diverbi per questo motivo. Nonostante la situazione sia stata minimizzata da chi ha presentato il ricorso, il TAR ha considerato valida l’impostazione della Questura che ha messo in secondo piano l’estinzione di un decreto penale per oblazione e un’altra per archiviazione.



































