Parziale accoglimento
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, con un provvedimento depositato il 25 luglio, ha disposto la sospensione della pre-apertura della caccia al colombaccio prevista dal Calendario venatorio regionale 2026/2027. Il provvedimento accoglie parzialmente la richiesta cautelare presentata da ENPA, OIPA, Federazione Nazionale Pro Natura e PAN Pro Natura Animali nell’ambito del ricorso promosso contro la delibera della Giunta regionale che ha approvato il calendario venatorio.
Le richieste animal-ambientaliste
Il giudice monocratico del TAR ha riconosciuto la sussistenza del periculum in mora, ossia il rischio di un danno grave e irreparabile per la fauna selvatica prima della decisione nel merito, disponendo la sospensione della giornata di preapertura dedicata al colombaccio, inizialmente prevista per il 1° settembre. Il ricorso delle associazioni contesta numerosi aspetti del calendario venatorio regionale, a partire dal mancato recepimento delle indicazioni formulate dall’ISPRA. Tra i motivi del ricorso figurano anche l’autorizzazione alla caccia di specie in declino come l’allodola e la pernice bianca, la previsione di periodi di caccia incompatibili con le fasi di riproduzione e dipendenza dei giovani, l’assenza del Piano Faunistico Venatorio Regionale e il ricorso alle immissioni di fauna d’allevamento destinata alla cosiddetta “pronta caccia”.
La camera di consiglio di settembre
Questo il punto di vista dell’ENPA: “La sospensione della preapertura rappresenta un primo, significativo risultato, ma il contenzioso non è concluso. Il TAR tornerà infatti a pronunciarsi nella camera di consiglio del 9 settembre, quando saranno esaminati gli ulteriori motivi del ricorso che riguardano l’intero Calendario venatorio 2026/2027 e, di conseguenza, l’apertura generale della stagione di caccia”.


































