Gli aggiornamenti della delibera
Più risorse per difendere la trota marmorata all’interno degli impianti ittiogenici e rafforzare dunque (indirettamente) la tutela degli ecosistemi acquatici. Lo prevede la revisione dei criteri previsti dalla legge provinciale sulla pesca, approvata oggi dalla Provincia di Trento su proposta dell’assessore alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni e che guarda in particolare ai proprietari dei diritti esclusivi di pesca o alle associazioni di pescatori sportivi locali, che esercitano attività di acquacoltura. La delibera aggiorna i criteri di finanziamento e alza il contributo per le opere di prevenzione dei danni causati dagli uccelli ittiofagi (ad esempio la copertura degli impianti con reti anti-predazione) che potrà coprire fino al 90% della spesa ammessa, con una soglia minima di investimento fissata in 5.000 euro.
Accesso ai contributi più semplice
“Con questo intervento rafforziamo in modo concreto la capacità di difesa dei nostri ambienti acquatici: la conservazione della trota marmorata richiede strumenti aggiornati e risorse adeguate”. L’assessore ricorda che l’intervento punta anche a semplificare e rendere più flessibile l’accesso ai contributi, già a partire dalle domande in corso per il 2026: “Si tratta di un segnale di attenzione verso il territorio e verso chi ogni giorno si occupa della gestione delle acque e della fauna ittica”.
Specie simbolo della biodiversità
La trota marmorata è una specie simbolo della biodiversità locale, particolarmente esposta alla pressione della fauna predatrice. Per questo, l’Amministrazione ha voluto rafforzare il sostegno pubblico destinato alla tutela. Un intervento che intende sostenere concretamente l’attività delle associazioni di pescatori e dei concessionari, chiamati a gestire e valorizzare il patrimonio ittico provinciale. Il provvedimento aggiorna inoltre i parametri economici utilizzati per il calcolo dei contributi, adeguandoli all’andamento dei prezzi Istat, e introduce la possibilità di applicare le nuove condizioni anche alle domande già presentate per il 2026, attraverso integrazioni o nuove richieste entro trenta giorni (fonte: Provincia di Trento).


































