Acquisizione di capitale
Produttori di armi per cittadini responsabili. E di responsabilità se n’è assunta parecchia Ruger, l’azienda americana che ha fatto proprio questo slogan commerciale, protagonista di un botta e risposta a dir poco clamoroso con Beretta Holding. Quest’ultima è la principale azionista della compagnia di Southport e di recente si è fatta avanti con l’acquisizione del 10% del capitale e la nomina di diversi consiglieri di amministrazione. Atteggiamento che la stessa Ruger non ha gradito, come si intuisce dalle dichiarazioni riportate nelle ultime ore dal Wall Street Journal.
Le accuse
Secondo Ruger, l’azienda di Gardone Val Trompia vorrebbe effettuare la scalata mediante acquisto di azioni a prezzi scontati e diritti di governance non proprio proporzionati. La risposta di Beretta è stata inevitabile, per la precisione è stata pubblicata una nota molto approfondita: “Siamo delusi per il fatto che Ruger abbia scelto di violare in modo grave i propri obblighi contrattuali previsti dall’Accordo di Riservatezza con noi e di condividere discussioni confidenziali in un tentativo subdolo e distorto di screditare Beretta Holding“.
Un piccolo spiraglio?
Non ci sarebbe, sempre secondo Beretta, alcuna intenzione di controllo ma solo un “investimento di minoranza strategico a condizioni di mercato a beneficio di tutti gli azionisti“. La nota è ancora più esplicita in questo passaggio: “I tentativi di Ruger di suggerire potenziali problemi normativi e di sicurezza nazionale sono palesi tattiche intimidatorie volte a distogliere l’attenzione dai fallimenti di supervisione del Cda“. Non manca comunque la volontà di concludere la vicenda senza eccessivi strascichi: “Resta l’impegno a raggiungere una soluzione costruttiva che aiuti a invertire la persistente sotto-performance, sottolineata dai deludenti risultati annuali della società“.



































