Caccia alla Volpe: Ferrara, le condizioni dell’ISPRA per procedere

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Volpe - Vulpes VulpesCaccia alla Volpe: Ferrara, l’ISPRA detta le condizioni per poter procedere al prelievo selettivo delle volpi; tentare di prevenire a priori i danni causati da questi animali.

Con una lettera alla Provincia di Ferrara, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale detta la proprie condizioni per dare il via al prelievo della volpe: prima di abbattere 350 capi bisogna prevenire i danni provocati da questi animali agli argini e agli allevamenti. Gli abbattimenti controllati delle volpi, 350 capi previsti dal piano provinciale triennale, hanno il via libera dell’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, solo per quanto riguarda la Valle del Mezzano, nelle Zrc e negli Atc “ove si sospendano le immissioni di selvaggina”. Il parere favorevole per l’estensione ad altre zone della provincia è invece condizionato ad una serie di indicazioni, che l’Ispra ha messo per iscritto in una lettera inviata alla Provincia.

Prima di abbattere le volpi, in ogni caso con pratiche che “escludono qualunque ricorso alle braccate, e prevedono l’esclusivo prelievo in tana, in aree aperte senza l’ausilio di cani nel periodo della trebbiatura, abbattimenti notturni con carabine di piccolo calibro e l’ausilio del faro”, bisogna in sostanza provare prima con «misure di prevenzione dei danni» che possono essere causati da loro.

I rischi di stabilità delle arginature, si spiega ad esempio nella lettera dell’ISPRA, vanno piuttosto prevenuti da “un’adeguata ristrutturazione degli argini, così da evitare di dover intervenire continuamente per la loro messa in sicurezza quando indebolite dalla presenza di cunicoli e/o tane scavate da mammiferi selvatici (nutria, volpe, tasso)”. L’Ispra fornisce anche dei consigli: meglio costruire gli argini con un’anima interna di sabbia e tenerli puliti da erba e arbusti.

Le volpi fanno stragi di animali selvatici? Si può prevenire questo problema sospendendo “l’immissione di selvaggina, in particolare quella allevata artificialmente che, com’è noto – spiega l’Ispra – risulta dotata di scarsa capacità di difesa nei confronti dei predatori”. Per quanto riguarda infine i raid in allevamenti, “l’impatto della volpe può essere prevenuto attraverso l’adeguata protezione meccanica delle strutture e il ricovero notturno degli animali”.

In questi casi si possono abbattere volpi solo se i cuniculi sulle arginature sono sicuramente riconducibili a loro o si hanno sicurezze sui danni alle aziende agricole. Mauro Malaguti (Pdl) aveva sollevato la polemica pro-volpi in un’interpellanza regionale dove, tra l’altro, si parlava di metodi «cruenti» di abbattimento.

17 aprile 2013

Fonte: LaNuovaFerrara

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