Oltre mezzo secolo fa
Se si dovesse cercare la colonna sonora più azzeccata per ricordare l’impresa olimpica compiuta da Angelo Scalzone il 2 settembre 1972 non ci sarebbero dubbi: “Chariots of fire” di Vangelis. È vero che all’epoca questo trionfo sportivo fu descritto soltanto alla radio, ma il brano principale del film “Momenti di gloria” si presta alla perfezione a quanto accaduto a Monaco di Baviera. Volendo essere ancora più pignoli, quello fu purtroppo l’unico momento di gloria olimpico di Scalzone, però indimenticabile. Nel tiro a piattello da fossa olimpica fu in grado di colpire 199 piattelli su 200, conquistando anche il record del mondo e delle Olimpiadi. Le regole sono poi cambiate, ma nessun altro atleta è stato in grado di frantumare così tanti piattelli in un’unica gara.
La gara perfetta
Scalzone, originario di Casal di Principe (Napoli), partecipò ai giochi olimpici tedeschi senza un grande curriculum alle spalle, eppure quel 2 settembre fu protagonista della gara perfetta. Si è detto della cronaca radiofonica, anche se quest’ultima iniziò in ritardo, per la precisione durante l’ottava serie di 25 piattelli. È una medaglia d’oro che, anche solo a raccontarla, fa emozionare. Il grande favorito della gara era il francese Michel Carrega, ma i suoi due zeri nelle prime due serie ribaltarono la situazione. L’unico tiro sbagliato da Scalzone fu il 123°, poi nella terza giornata (quella decisiva), Carrega indovinò tutti i colpi, obbligando il tiratore campano alla perfezione assoluta.
Podio a forti tinte azzurre
E perfezione fu: Scalzone non fallì nulla col suo Beretta SO4, dimostrando una concentrazione invidiabile. Don Peppino, o Buffalo Bill come veniva soprannominato, non dimenticò mai quella giornata di 54 anni fa (impreziosita dal terzo posto di un altro azzurro, Silvano Basagni), così come il suo viaggio di ritorno da Monaco, proprio in concomitanza con la gravissima strage degli atleti israeliani. Morì ad appena 56 anni nel 1987 per un tumore al fegato, la sua impresa però non verrà mai dimenticata.




































