La vicenda
Una grande vittoria per i cacciatori calabresi e un risultato importante per tutto il mondo venatorio italiano. Quanto avvenuto in questi giorni non è un singolo episodio, ma il risultato di un lavoro lungo, costante e certosino che Federcaccia porta avanti da anni attraverso una “filiera” giuridica, legale e tecnico-scientifica sempre più strutturata che interviene sempre nelle vertenze in tutta Italia a difesa della caccia e dei cacciatori. La vicenda prende avvio il 12 agosto, con la notifica del ricorso presentato dall’Associazione Earth contro il calendario venatorio della Regione Calabria e, in dettaglio, contro la preapertura della caccia al colombaccio. Già il 13 agosto Federcaccia Calabria si è costituita immediatamente in giudizio, sollevando innanzitutto una contestazione di legittimità relativa alle modalità procedurali con le quali era stato presentato il ricorso.
Pubblici proclami
Su questo primo importante profilo formale, il TAR Calabria ha accolto le ragioni sollevate da Federcaccia Calabria. Il provvedimento del 19 agosto ha infatti riconosciuto la fondatezza della questione relativa alla mancata notifica per “pubblici proclami” disponendo notifica immediata da parte dei ricorrenti del dispositivo oltre a ulteriori adempimenti e stabilendo la data del 2 settembre per le successive determinazioni. Si tratta di un passaggio tutt’altro che secondario, perché ha inciso sulle fondamenta stesse del procedimento avviato dall’Associazione Earth.
Le contestazioni
Parallelamente, Federcaccia ha predisposto le proprie difese anche nel merito contestando, sia in fatto sia in diritto, le argomentazioni poste alla base del ricorso e sostenendo la piena legittimità delle scelte operate dalla Regione Calabria in materia di calendario venatorio, e nella fattispecie sulla legittimità della caccia in preapertura al colombaccio. A rafforzare ulteriormente questo quadro è intervenuta, nelle more del procedimento, la preziosa e fondamentale sentenza del Consiglio di Stato relativa al calendario venatorio della Regione Marche 2025/2026, ottenuta a seguito del ricorso promosso da Federcaccia con memorie dell’Avv. Alberto Bruni.
Pietra miliare
Una pronuncia che rappresenta un’altra pietra miliare a ulteriore suggello del lungo lavoro svolto dalla Federazione attraverso altri precedenti provvedimenti favorevoli ottenuti davanti ai TAR e al Consiglio di Stato, che consolidano principi fondamentali su cui ci si è battuti per garantire l’esercizio legittimo dell’attività venatoria, contro frequenti e ingiustificate limitazioni. Un percorso nel quale si inseriscono pure sostanziali ordinanze e sentenze ottenute nel recente passato anche proprio presso il TAR Calabria, a salvaguardia di precedenti stagioni venatorie, con il contributo decisivo sulla base di memorie e contributi tecnici forniti da Federcaccia con i propri legali e il proprio Ufficio Studi.
Il ritiro dell’istanza cautelare e la svolta decisiva
La successione di questi elementi — le contestazioni formali, le eccezioni tecnico-giuridiche nel merito, le argomentazioni relative al colombaccio e la recente sentenza del Consiglio di Stato — ha determinato un quadro profondamente diverso da quello iniziale. In questo contesto, il 28 agosto l’Associazione Earth ha ritirato l’istanza di sospensione cautelare. A seguito di tale decisione, Federcaccia Calabria ha presentato immediatamente un’articolata istanza di revoca, alla quale è seguita anche quella delle altre associazioni venatorie regionali. Tutto questo minuzioso lavoro dal 13 agosto a oggi è stato determinante per il risultato raggiunto, grazie al prezioso lavoro degli Avvocati Biagio Di Vece e Domenico Furfaro, e alla strategia processuale con reiterati e tempestivi interventi attraverso memorie e contestazioni prodotti nel corso di questo giudizio. Un risultato di grande rilevanza che si aggiunge come dicevamo ad altre sentenze e ordinanze ottenute nel tempo in Calabria e in Italia, che confermano la validità di una strategia costruita nel lungo periodo, fondata sulla competenza giuridica, tecnica e scientifica.
Il 2 settembre si caccia il colombaccio
Oggi abbiamo una certezza: il 2 settembre i cacciatori calabresi potranno esercitare la caccia al colombaccio, evitando che venisse ingiustamente negata la possibilità di avviare la stagione per una specie di grande interesse venatorio. Il colombaccio, peraltro, è una specie che presenta uno stato di conservazione favorevole, come emerge dai dati scientifici e anche dai pareri ISPRA degli ultimi anni. È una vittoria importante, per la comunità dei cacciatori calabresi in primis, ma Federcaccia la annovera quale ennesimo atto d’impegno, di un lavoro quotidiano che incessantemente prosegue sulle diverse tematiche inerenti la caccia e la gestione agro-ambientale. Nei prossimi giorni, verranno forniti ulteriori approfondimenti su questo e su altre questioni di grande interesse per la comunità dei cacciatori calabresi. Soddisfatti di questo risultato, dal Consiglio regionale di Federcaccia viene rivolto a tutti i cacciatori calabresi un forte e cordiale “in bocca al lupo” per l’avvio della stagione venatoria, con l’auspicio che sia serena, proficua e soprattutto vissuta in sicurezza e nel pieno rispetto delle regole (Ufficio Stampa Federcaccia Calabria).





























