Morte della caccia sociale
Riportiamo le parole di Marco Castellani, presidente dell’ANUUMigratoristi: “Già in passato mi sono trovato costretto altre volte ad intervenire per replicare a quanto asserito da Paolo Sparvoli in merito alla costituzione di AB Agrivenatoria Biodiversitalia, l’Associazione che si occupa del coordinamento delle Aziende Faunistico Venatorie e Agri Turistico Venatorie promossa da Coldiretti. Oggi devo tornare sull’argomento visto che Sparvoli (litigando con il Presidente di Arcicaccia Maffei per la primogenitura di questa assurda posizione), con un nuovo comunicato, parla di morte della caccia sociale e di un futuro venatorio del tutto privatizzato ed altre amenità del genere ricollegandosi alle sue precedenti sortite sull’argomento e prendendo spunto dall’approvazione dell’emendamento alla legge 157 inserito nella Legge di bilancio che prevede la possibilità per le regioni di autorizzare, regolamentandola, l’istituzione di aziende faunistico-venatorie organizzate in forma d’impresa individuale o collettiva, soggette a tassa di concessione regionale, nelle quali saranno obbligatori programmi di conservazione e di ripristino ambientale finalizzati al miglioramento degli habitat e della biodiversità e vi si potrà andare a caccia nelle forme e nei tempi che prevede il calendario venatorio regionale. Sparvoli, in realtà, continua prende lucciole per lanterne“.
Gli obiettivi di AB
“Il territorio agro-silvo-pastorale destinabile agli Istituti privati di caccia (AFV e AATV) resta quello stabilito dalla legge 157 (15%) e quindi nessuno tocca il territorio a caccia programmata destinato agli ATC e CA e la così detta caccia sociale non corre quindi alcun rischio, se non quello dovuto alla reale efficienza del sistema di tale sistema di gestione territoriale nel garantire ambienti e fauna di qualità, cosa che invece gli Istituti privati fanno benissimo. Inoltre ribadisco che nell’elenco degli obiettivi di AB, non vedo rischi, non vedo “riservisti” contro tutti, non vedo intenzioni di privatizzazione globale della caccia, ma vedo invece molti dei punti che, come peraltro ripetutamente già proposto dalla mia Associazione, dovrebbero caratterizzare un programma concreto dell’Associazionismo venatorio italiano, unito e riunito per fare sistema e vincere le tante sfide cui è da tempo chiamato“.
Insulti immotivati
“Vedo un programma che, a mio modesto avviso, se realizzato come annunciato, con le capacità comunicative e di rappresentanza messe in campo da Coldiretti, non potrà che far bene a tutta la caccia, in tutte le forme in cui essa è praticata e per questo non dovremmo attaccare ma invece ringraziare e collaborare con i proponenti. Che gusto ci trovi l’amico Paolo Sparvoli a fare terrorismo mediatico e allarmare inutilmente i cacciatori (che di problemi veri ne hanno già tanti e lui dovrebbe saperlo) sinceramente non lo capisco. Ma sicuramente Sparvoli non deve più permettersi di accusare e insultare immotivatamente le Associazioni che non condividono le sue idee basate solo su presunzioni, timori, ansie, sospetti ed ideologie che provengono da un modo di vedere le cose strettamente legato ad un passato da superare per il vero bene della caccia in Italia“.
































