Punto di vista
La scorsa settimana presso la Commissione Difesa della Camera dei Deputati è intervenuto Carlo Ferlito, direttore generale della Fabbrica d’Armi Pietro Beretta. Si è trattato di un’audizione in cui lo stesso dg ha avuto la possibilità di spiegare come si pone l’azienda di Gardone Val Trompia nei confronti di due paesi molto “chiacchierati” a livello geopolitico, la Russia e Israele.
Un embargo che funziona
In particolare, Ferlito ha sottolineato come Beretta non venda alcuna arma militare a entrambe le nazioni, in ottemperanza alle direttive di Roma. Nello specifico, c’è un embargo che riguarda la Russia e che starebbe funzionando molto bene, come confermato dalle 15 armi Beretta ritrovate sui campi di battaglia: in pratica, un numero esiguo a conferma delle restrizioni imposte. Al contrario, le esportazioni di armi da caccia proseguono, tenendo conto del fatto che la Russia è storicamente un mercato importante da questo punto di vista.
Lato Israele
E per quel che concerne Israele? Stando alle parole di Ferlito, non ci sono coinvolgimenti militari neanche in Medio Oriente, anzi ci sarebbe un uso improprio del nome Beretta quando si affronta la tematica. Al contrario, l’export verso Israele non avverrebbe né in modo diretto né indiretto.




































