Caccia: Massa Carrara, un vademecum per la sicurezza nella caccia al cinghiale

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Caccia al cinghialeDopo gli ultimi incidenti il Comitato di Gestione vara un vademecum per ricordare ai cacciatori le fondamentali regole per la sicurezza personale e dei componenti della squadra.

Giubbotti colorati, fucili scarichi durante gli spostamenti, tiri bassi vietati e rispetto dei divieti alcune delle indicazioni. Il Comitato Gestione Atc 13: “Prudenza e rispetto regole per ridurre elemento di accidentalità”.

Maggiore prudenza e rispetto incondizionato del regolamento per la sicurezza durante le battute di caccia al cinghiale. Gli ultimi tragici incidenti che si sono verificati in Toscana, l’ultimo in Lunigiana alcuni giorni fa (un uomo si è ferito ad una gamba), hanno spinto il Comitato di Gestione dell’Ambito Territoriale di Caccia Atc 13 ad alzare nuovamente l’attenzione dei tanti appassionati apuo-lunigianesi, sul tema della sicurezza e della prevenzione.

Ferma restando l’accidentalità e l’eccezionalità della casistica che li ha provocati, fatti del tutto straordinari e occasionali, per l’Atc 13 la prudenza ed il rispetto delle norme che disciplinano le battute di caccia al cinghiale sono elementi in grado di ridurre enormemente le percentuali di accidentalità.

Cosa fare, e cosa non fare quindi, per incorrere in incidenti o rischiare di provocarne? E’ il Comitato a ribadire le essenziali e fondamentali indicazioni per considerarsi un cacciatore modello.

Tutti i cacciatori devono indossare idonei giubbotti colorati come da regolamento (è prevista una sanzione pecuniaria a carico del cacciatore sprovvisto): “uno strumento – commenta il Comitato – che consente l’individuazione senza dubbio del cacciatore in tutte le situazioni. Il giubbetto deve essere ad alta visibilità”.

Attenzione, molta attenzione, nel maneggiare “il fucile” che deve sempre essere scarico durante gli spostamenti dalle posta assegnate. “In particolare – spiega il Comitato – ricordiamo che prima di sparare è necessario accertarsi che la linea di tiro sia assolutamente libera evitando quindi di sparare tutte le volte che ci sono dei dubbi. Evitare inoltre tiri dal basso verso l’alto in corrispondenza di dossi o in direzione di centri abitati e rispettare i divieti di caccia nei pressi di strade carrabili, oasi di protezione e zone di ripopolamento e cattura. E’ vietato portare cartucce a pallettoni o a pallini”.

Tra i divieti, le cose assolutamente da non fare, il Comitato ricorda che: “è vietato sparare a qualsiasi altra specie animale diversa dal cinghiale e che non è possibile esercitare la caccia fuori dalla zona assegnata alla squadra (è prevista una sanzione pecuniaria a carico del cacciatore e anche sanzioni disciplinari a tutta la squadra)”.

Fondamentale è il rispetto della posta assegnata, altro elemento di riduzione dei rischi: “La posta assegnata deve essere assolutamente mantenuta fino alla fine della battuta – ricorda ancora l’Atc – che sarà comunicata via radio dai capi posta o dai conduttori dei cani. In ogni caso se un cacciatore avesse necessità di abbandonare la posta deve darne preventiva comunicazione al capo posta via radio. Le indicazioni del capo posta sulle linee di tiro devono essere rispettate”.

Il Comitato pone infine l’accento anche sulla gestione dell’abbaio a fermo che è, e resta, di competenza del conduttore dei cani. “Poche e fondamentali regole – conclude l’Atc 13 – che possono salvare la vita ed evitare spiacevoli inconvenienti al cacciatore e alla squadra. Le regole non sono fatte, e non sono state pensate, per punire ma per garantire la sicurezza propria e degli altri”.

Per informazioni, aggiornamenti e modulistica potete contattare il sito atcms13.it

Andrea Berti
Ufficio Stampa Redazione Virtuale

 

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