Caccia: Pavia, lecito l’utilizzo del collare elettronico

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Addestramento cane da cacciaUna sentenza del Tribunale di Voghera (PV) considera lecito l’utilizzo del collare elettronico per addestrare i cani e dopo due anni assolve un cacciatore di Casteggio dall’accusa di maltrattamenti.

Un cacciatore di Casteggio, nella provincia di Pavia, nel luglio del 2010 era stato denunciato con l’accusa di maltrattare i propri cani addestrandoli con l’utilizzo di un collare elettronico, considerato illegale.

Il collare in questione è dotato di un dispositivo che emette lievi vibrazioni elettroniche ed impulsi sonori ed è di libera vendita nei negozi specializzati; questo tipo di collare viene spesso utilizzato nell’addestramento dei cani da caccia.

Proprio il cacciatore spiega sulla questione. “Ero stato calunniato da una persona che aveva segnalato alle forze dell’ordine il mio metodo per addestrare i cani, basato sull’utilizzo di un collare elettronico munito di telecomando, regolarmente in commercio ormai da anni e che si può acquistare presso le rivendite specializzate”.

Proseguendo dice il cacciatore casteggiano, “Dopo questa segnalazione erano intervenuti gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, che avevano effettuato una perquisizione domiciliare nella mia abitazione. Io ho consegnato volontariamente i collari, affinché fossero eseguiti tutti gli accertamenti”.

Continuando il cacciatore precisando, “Si era parlato addirittura di elettroshock, infangando la mia immagine di cacciatore corretto e sempre molto scrupoloso nella cura dei cani. Tanto che l’ufficiale sanitario dell’Asl, quando è venuto a casa mia, ha verbalizzato che gli animali sono tenuti in condizioni alimentari e fisiche molto buone, all’interno di spazi adeguati”.

Spiega inoltre il cacciatore “Attraverso il mio legale, l’indagine ha appurato che i collari sono utilizzati esclusivamente per uso educativo e non arrecano alcun danno agli animali, anzi sono di grande aiuto per evitare che il cane vada ad esempio in strada od in altri luoghi pericolosi”.

Alla fine la vicenda, durata due anni, si è conclusa a favore del cacciatore che è stato effettivamente assolto dal Tribunale di Voghera come afferma lo stesso cacciatore, “Il giudice mi ha assolto in quanto il fatto non costituisce reato. Questa vicenda ha avuto un lieto fine, è giusto che la gente conosca come realmente si siano svolti i fatti”.

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