Caccia: Toscana, la Consulta boccia parzialmente il Calendario Venatorio, limitatamente ai tempi di prelievo e le specie; Salvadori rassicura, “La sentenza non intacca le scelte della regione”.
Tranquilli, le scelte della Regione in materia di caccia sono confermate. La sentenza della Corte Costituzionale (n.90/2013) depositata il 22 maggio 2013 ci rassicura su tutto il corpo della nostra legge così come sono confermate le scelte in tema di calendario venatorio.” Così l’assessore all’agricoltura e alla caccia, Gianni Salvadori, ha illustrato ai giornalisti intervenuti numerosi oggi a palazzo Strozzi Sacrati la posizione della Regione Toscana dopo la sentenza della suprema corte depositata ieri. Salvadori ha aggiunto che la sentenza era attesa. “La Corte Costituzionale – ha spiegato l’assessore – non ha annullato l’intera legge regionale n.20 del 2002 “Calendario Venatorio”, ma solo l’art. 7 che indica i tempi di prelievo e le specie. La Suprema Corte ha lasciato intatti punti importanti della legge regionale quali gli orari della giornata venatoria, le modalità e le forme di caccia, il carniere giornaliero, le norme sulla sicurezza nell’esercizio venatorio, l’allenamento e l’addestramento cani, le disposizioni inerenti il tesserino venatorio, sia quello regionale che quello provinciale, per la caccia di selezione, la preapertura e le possibilità per le province di fare alcune scelte gestionali per le aziende agrituristico venatorie e faunistico venatorie.
La sentenza ha confermato e sostanzialmente approvato – ha continuato l’assessore – le scelte e gli strumenti di gestione che negli ultimi anni la Regione Toscana ha messo in campo soprattutto per quanto riguarda il cinghiale e gli altri ungulati, vera piaga della nostra agricoltura e causa di molti incidenti stradali. Per quanto riguarda le modalità della caccia di selezione – ha spiegato infine – dovranno essere approvati dalle singole province i rispettivi piani di abbattimento, mentre per la caccia al cinghiale i periodi sono già stati indicati nella delibera che la Giunta regionale ha approvato nei giorni scorsi e inviato al consiglio regionale.
Quanto al tema oggetto della sentenza, ovvero i periodi e le specie prelevabili di selvaggina stanziale e migratoria, la Regione Toscana – ha concluso Salvadori – si è già attivata per acquisire il necessario parere di ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e da altri Istituti scientifici per elaborare il calendario venatorio per la prossima stagione, che sarà fatto con atto amministrativo e non con legge, come vuole la sentenza, e che sarà condiviso e concordato con tutti.” L’assessore ha detto che il parere ad Ispra è stato chiesto da alcuni giorni.
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