Inserimento pericoloso
Tra Emilia-Romagna e Toscana c’è solo un sottile confine amministrativo ma per il resto, le problematiche sociali, ambientali, politiche e anche venatorie sono molto simili. Infatti, trascorsi solamente pochi mesi da quella sciagurata iniziativa della Regione Emilia-Romagna denominata pomposamente “Piano di controllo del colombaccio”, ecco che anche in Toscana si comincia pericolosamente a ipotizzare un eventuale inserimento del colombaccio fra le specie per le quali si può e si deve intervenire con operazioni di controllo faunistico.
Il risveglio dal torpore
Ora, però, dopo il loro inspiegabile silenzio in seguito alla decisione dell’Emilia-Romagna, contro la quale solamente noi della Libera Caccia ci siamo ribellati (uscendo a testa alta anche se “sconfitti” da TAR e Consiglio di Stato) alcune consorelle sembra si siano finalmente svegliate dal loro torpore cominciando, preventivamente, a condannare una simile iniziativa, minacciando di innalzare barricate per evitare l’abbattimento dei colombacci proprio nel bel mezzo del periodo riproduttivo e delle cure parentali.
“Non siamo estremisti”
In Emilia-Romagna eravamo rimasti isolati a combattere contro lo strapotere politico di alcuni amministratori mentre oggi, in Toscana, troviamo preziosi alleati che finalmente condividono le nostre critiche e si dichiarano pronti a dare battaglia. Bene, siamo ovviamente felici per aver dimostrato che non eravamo né gli estremisti che ci dipingono, né dei poveri illusi. E siamo enormemente soddisfatti per questa (anche se tardiva) presa di coscienza da parte di alcune nostre consorelle. Speriamo, però, che non si tratti solo di una abile mossa in vista del tesseramento. Sarebbe davvero una tristissima e misera trovata che i cacciatori italiani non meritano (Il Presidente di ANLC – Paolo Sparvoli).