Quota di rimborso
La Provincia di Trento interviene a sostegno degli agricoltori colpiti dai danni causati dai cinghiali. Con una delibera approvata oggi dalla Giunta, su proposta dell’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli, è stata ridotta la soglia minima per ottenere gli indennizzi, aumentando allo stesso tempo la quota di rimborso riconosciuta. Il provvedimento interviene sulla legge provinciale sulla caccia, aggiornando i criteri già approvati nell’ottobre 2023: la modifica ha ricevuto anche il parere positivo espresso dalla Commissione competente del Consiglio provinciale.
Un incentivo reale
“La proliferazione dei cinghiali mette a rischio molte aziende agricole, soprattutto i campi coltivati e i pascoli, dove anche danni limitati possono compromettere la sostenibilità economica – spiega l’assessore Zanotelli -. Con questa modifica vogliamo creare un incentivo reale: sostenere il ripristino dei terreni danneggiati e garantire la continuità dell’attività agricola, salvaguardando chi opera in zone a bassa redditività”. Negli ultimi anni sono aumentate le situazioni in cui il danno economico, pur significativo per le aziende agricole, rimaneva sotto la soglia minima di 1.000 euro prevista per molte colture. In questi casi, non era possibile ricevere l’indennizzo, e di conseguenza spesso il ripristino dei terreni danneggiati non veniva effettuato.
Soglia minima di spesa
Con la delibera approvata oggi, per i danni causati dai cinghiali, la soglia minima di spesa indennizzabile viene abbassata a 500 euro e la percentuale di indennizzo sale al 90% del danno accertato dal servizio provinciale competente, rispetto al 70% ordinario previsto per gli altri animali. Il provvedimento recepisce inoltre l’aggiornamento del regolamento europeo sugli aiuti “de minimis” nel settore agricolo, aggiornando i riferimenti normativi e confermando il massimale di 50.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica (fonte: Provincia di Trento).






































