“Una resa incondizionata”
“Il DDL 1552 non è una riforma della caccia: è un tentativo sguaiato e ideologico di frantumare il delicato equilibrio della legge 157. È una resa incondizionata alla frangia venatoria più estremista, in barba alla scienza, al diritto europeo e al dovere costituzionale di tutelare l’ecosistema e la biodiversità. Il DDL trasforma il parere scientifico di ISPRA da vincolante a meramente consultivo, sostituendo la scienza con un Comitato tecnico faunistico-venatorio, cioè con la politica. La stessa Commissione europea avverte che questa trasformazione rischia di compromettere il sistema di protezione stabilito dalla Direttiva Uccelli, aprendo la porta a deroghe adottate anche in contrasto con il parere scientifico. E c’è uno scandalo nello scandalo: il governo ha ricevuto la lettera di Bruxelles già a dicembre 2025 e l’ha volutamente tenuta nascosta, mentre il Parlamento discuteva il provvedimento. Non ha mai risposto, su questo, alle nostre interrogazioni. Chiediamo quindi il ritiro immediato del DDL 1552″. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.
La replica della Federcaccia
La replica del mondo venatorio non si è fatta attendere. In particolare questo è il commento di Massimo Buconi, presidente della Federcaccia: “Sorprende e lascia esterrefatti l’intervento in queste ore della Segretaria del PD Elly Schlein in merito al provvedimento di riforma della legge 157/92 in discussione al Senato. Di fronte alle accuse da lei mosse di essere di fronte a un ddl ‘incostituzionale’ non possiamo che prendere atto, e la invitiamo a fare altrettanto, che l’Aula del Senato ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate da M5s e Avs e ha iniziato la discussione”.
Realtà e non ricostruzioni di parte
Buconi, inoltre, ha aggiunto: “Spiace profondamente che la Segretaria del principale partito di opposizione, che rappresenta anche il riferimento politico di moltissimi cacciatori italiani, sulla caccia e sull’ambiente segua non i fatti oggettivi ma le ricostruzioni assai fantasiose di una parte del suo schieramento e del suo stesso partito. Anche in una logica di giusto e sacrosanto dibattito politico, il confronto dovrebbe avvenire sempre sulla realtà e non su ricostruzioni di parte o basate sull’ideologia. In questi mesi ci saremmo aspettati che il Partito Democratico presentasse e promuovesse una sua proposta di riforma in materia venatoria e gestionale. Abbiamo invece assistito a un rifiuto di discutere l’argomento e di aprirsi anche a un contraddittorio, ma costruttivo. Temo che sull’argomento caccia, Elly Schlein abbia prestato orecchio solo ad alcune voci, ma non abbia dell’intera materia né conoscenze dirette né un confronto con chi – e nel PD non mancano le figure giuste – su queste tematiche ha esperienza ed equilibrio. La invito a rivolgersi a loro”.


































