Visita istituzionale
Su invito del presidente di Cia-Agricoltori Italiani Basilicata, Leonardo Moscaritolo, l’assessore regionale alle Politiche Agricole, Carmine Cicala, accompagnato dal direttore generale del Dipartimento Agricoltura, Vittorio Restaino, ha compiuto una visita istituzionale nella sede regionale della Confederazione, dove ha incontrato il Consiglio direttivo della Cia lucana. Nel dare il benvenuto all’assessore, Moscaritolo ha ringraziato Cicala per la disponibilità al confronto in una fase particolarmente delicata per il settore primario. Nel corso dell’incontro, il presidente Moscaritolo e il direttore regionale Donato Campolieti hanno consegnato all’assessore un documento contenente un decalogo di azioni urgenti ritenute indispensabili per affrontare la crisi che interessa il comparto agricolo.
Crisi sistemica
“Il settore primario -ha evidenziato Moscaritolo- sta attraversando una crisi sistemica che coinvolge trasversalmente le principali filiere, dalla cerealicoltura all’olivicoltura, dal lattiero-caseario al vitivinicolo fino all’apicoltura. La redditività delle aziende è ormai scesa al di sotto dei costi di produzione, con ripercussioni particolarmente pesanti sugli agricoltori lucani, chiamati a sostenere costi sempre più elevati a fronte di prezzi di vendita in continua diminuzione e di una persistente crisi dei mercati”. L’incontro è proseguito con un breve confronto tra i dirigenti di Cia Basilicata e i responsabili dei diversi comparti produttivi – in particolare olio, vino, zootecnia, latte, ortofrutta e pomodoro – che hanno illustrato le principali criticità e le priorità sulle quali intervenire.
Ascoltare per costruire
“Ascoltare per costruire: il confronto con le organizzazioni professionali non è un passaggio formale, ma il metodo con cui il Dipartimento Politiche agricole della Regione Basilicata costruisce le proprie scelte”, ha detto l’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione, Carmine Cicala. Un confronto inserito nel percorso di ascolto e collaborazione che il Dipartimento Politiche agricole della Regione sta portando avanti con tutte le organizzazioni professionali del settore, nella convinzione che solo attraverso un dialogo costante sia possibile costruire politiche sempre più efficaci e aderenti alle esigenze delle imprese. Il confronto ha toccato i principali dossier del comparto: l’attuazione della Pac e del Complemento di Sviluppo Rurale, le filiere dell’olio, del latte e del vino, il ricambio generazionale, lo spopolamento delle aree rurali e la competitività delle imprese. Il Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 – è stato rilevato – ha già impegnato oltre 269 milioni di euro, più della metà della dotazione complessiva, confermando il buon livello di avanzamento della programmazione regionale attraverso bandi e misure dedicate agli investimenti, al ricambio generazionale, alla competitività delle aziende e alla valorizzazione delle filiere produttive. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della fauna selvatica e dei danni alle produzioni agricole. La legge n. 157 del 1992 continua a disciplinare una materia profondamente cambiata negli ultimi trent’anni. L’aumento della pressione degli ungulati sulle colture e sugli allevamenti, le ricadute sulla sicurezza stradale e gli aspetti sanitari rendono sempre più urgente un aggiornamento del quadro normativo. Su questo punto è stata condivisa la necessità di accompagnare il percorso di riforma avviato a livello nazionale, affinché Regioni e operatori possano disporre di strumenti più efficaci per affrontare una delle principali emergenze del settore.
Aspettative e proposte
“È stato un confronto franco e costruttivo -ha dichiarato Cicala- che ha permesso di affrontare senza reticenze criticità, aspettative e proposte. Dalla Pac alla gestione della fauna selvatica, dalla redditività delle imprese al futuro delle aree interne, le sfide dell’agricoltura richiedono istituzioni capaci di ascoltare, decidere e costruire insieme alle rappresentanze del settore”. L’incontro rientra in un percorso di confronto che proseguirà nelle prossime settimane con le altre organizzazioni professionali agricole e attraverso Tavoli Verdi dedicati ai principali comparti produttivi, con l’obiettivo di approfondire le singole criticità e costruire risposte condivise.
La strada da seguire
“L’agricoltura lucana -ha proseguito Cicala- possiede competenze, produzioni e imprese che meritano di essere accompagnate con una visione di lungo periodo. Il nostro compito è trasformare il confronto in scelte, le risorse in opportunità e la programmazione in risultati concreti per le aziende e per i territori. È questa la strada che intendiamo continuare a percorrere insieme alle organizzazioni professionali agricole, nella convinzione che il dialogo rappresenti il primo investimento per il futuro dell’agricoltura lucana”. L’assessore Cicala lo ha definito “un primo momento di scambio di idee”, annunciando che seguiranno incontri specifici con tutte le organizzazioni professionali agricole e attraverso Tavoli Verdi dedicati ai singoli comparti per un esame approfondito e l’individuazione di soluzioni a breve e medio termine.
Il decalogo delle priorità di Cia Basilicata
Nel documento consegnato all’assessore regionale, la Confederazione individua dieci interventi ritenuti prioritari:
1. Compimento dell’iter di modifica 157 del 92 (fauna selvatica)
2. Istituzione fondo rotativo per l’accesso al credito
3. Creazione di un fondo per la gestione del rischio
4. Fondo per l’innovazione tecnologico e sostenibilità ambientale
5. Gestione e manutenzione risorse idriche
6. interventi di manutenzione degli alvei fluviali attraverso i contratti di fiume e di paesaggio
7. Istituzione marchio regionale produzioni agroalimentare “qualità lucana”
8. Patto regionale per il lavoro di qualità in agricoltura
9. Adozione di un piano regionale per i crediti di carbonio e i servizi ecosistemici
10. Semplificazione burocratica e amministrativa mediante l’assegnazione di nuovi ruoli ai Caa
Un nuovo percorso
In conclusione, Moscaritolo ha sottolineato che l’incontro segna l’avvio di “un nuovo percorso istituzionale” tra Cia Basilicata e Regione. La Confederazione, ha spiegato, sosterrà con convinzione la richiesta avanzata dal Direttivo nazionale di Cia al Governo affinché vengano adottati strumenti normativi e regolatori capaci di correggere le attuali asimmetrie di mercato. “La mobilitazione di Cia in autunno -ha concluso il presidente- non sarà una protesta estemporanea, ma il punto di arrivo di un percorso progettuale che vuole consolidare il ruolo della Confederazione quale interlocutore credibile e propositivo delle istituzioni, capace di anticipare le criticità del settore e di portare con forza le istanze degli agricoltori al centro dell’agenda politica nazionale ed europea”.


































