Protezione della specie
Il Parlamento si prepara a recepire il declassamento dello status del lupo da “specie rigorosamente protetta” a “specie protetta”, nel quadro della modifica prevista dalla Direttiva Habitat. Non si tratta di un via libera agli abbattimenti indiscriminati. La tutela resta, ma si apre la possibilità per le autorità locali di adottare piani di gestione che consentano interventi mirati in situazioni problematiche, sempre garantendo la buona conservazione della specie.
Stato di conservazione favorevole
Per Fondazione UNA il vero tema non è il declassamento in sé, ma la gestione. Il lupo è un elemento importante della biodiversità italiana e presenta oggi uno stato di conservazione favorevole. Allo stesso tempo, la sua crescente presenza in aree antropizzate crea conflitti con allevamenti, attività agricole e altre attività economiche, incidendo sull’equilibrio tra predatori e prede e su fenomeni come l’ibridazione con il cane.
Ideologie da superare
Serve dunque un approccio rigorosamente scientifico, fondato su dati aggiornati e monitoraggi costanti, che definisca criteri di gestione in grado di integrare parametri ecologici, economici e sociali, riconoscendo un principio fondamentale: le risorse vanno allocate alle specie che hanno maggiore urgenza conservazionistica. Superare le contrapposizioni ideologiche è fondamentale. Solo una governance autorevole può garantire una convivenza stabile tra uomo e lupo, tutelando la biodiversità ed evitando conflitti sociali, danni economici e pratiche illegali come il bracconaggio.





































