Un’esperienza reale
La redazione di Caccia Passione si è occupata spesso del tema dei foraggiamenti alla fauna selvatica, dando spazio e voce a enti parco, associazioni e mondo venatorio. Una tematica quanto mai attuale, dunque non si possono non riportare le parole che Stefano Castellani, giovane cacciatore romano molto apprezzato e seguito sui social, ha condiviso con noi. Una riflessione nata da un’esperienza reale, capitata a una persona conosciuta dallo stesso Castellani. Che cosa è successo di preciso?
I presunti amanti della natura
Ecco cosa ci ha raccontato: “Negli ultimi anni più di qualche cittadino che si autodefinisce ‘amante della natura’, ha preso l’abitudine di foraggiare animali selvatici come, ad esempio, volpi e cinghiali. Questa infatti è una delle scene più comuni alle quali purtroppo è molto facile assistere soprattutto nelle periferie delle grandi città, come se non sia già sufficiente quello che riescono a procurarsi in autonomia tra i nostri rifiuti. Ma siamo sicuri che foraggiare la fauna selvatica sia legale e soprattutto gli sia d’aiuto?”.
Cosa dice la legge
Per Castellani, dai singoli episodi si è ormai passati a una pericolosa abitudine: “La 157/92 parla chiaro e foraggiare la fauna selvatica è vietato; non stiamo parlando di condizioni climatiche estreme (neve/ghiaccio/siccità) nelle quali la fauna fatica a reperire acqua e cibo o delle molliche di pane che cadono dalla tovaglia dopo un pranzo domenicale. Purtroppo, quella che dovrebbe essere considerata come una brutta abitudine, sta diventando quasi una cosa normale e non è raro che capitino diverbi nel momento in cui questa cosa viene fatta notare ai “benefattori” di turno”.
Le conseguenze inevitabili
I rischi sono purtroppo dietro l’angolo: “Oltre ad essere proibito per legge e a causare problemi di convivenza riducendo quella distanza che c’è tra uomo/animale infatti, dare del cibo ad animali selvatici può essere causa di problemi sanitari (le lavorazioni/preparazioni del nostro cibo non sono il massimo per animali abituati a tutt’altro), e causa di alterazioni comportamentali in quanto gli animali, abituandosi, vanno via via perdendo la loro capacità di procacciarsi cibo. In conclusione, “amare la natura”, significa anche rispettarne la selvaticità! Foraggiare un animale selvatico che NON E’ in difficoltà, significa molto spesso trasformarlo in un animale semi-domestico che non ha gli strumenti per vivere nel mondo umano, significa di conseguenza, indebolirlo e comprometterne in parte l’esistenza”.





































