Il coronavirus sta imponendo un isolamento a casa che sembra interminabile, ma intanto si possono approfondire alcune sentenze interessanti che riguardano i titolari del porto d’armi. Una di quelle più interessanti è stata pubblicata dal Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso del Ministero dell’Interno e stabilito che la riabilitazione di ogni soggetto non porta automaticamente alla revoca della licenza, anche se il giudizio è precedente all’entrata in vigore della nuova Direttiva Armi.
In poche parole, è stata data ragione a un cacciatore originario di Firenze che si era previsto privato della sua licenza nonostante la riabilitazione intervenuta per dei reati compiuti in passato. Inoltre, l’interpretazione del Tribunale Amministrativo Regionale toscano è stata bocciata dallo stesso Consiglio: la nuova direttiva non può essere applicata soltanto a quelle situazioni che si sono verificate dopo l’entrata in vigore della norma, ma anche a quelle precedenti.
Giornalista. Nato a Roma nel 1982. Tante passioni, tra cui quella per l'ambiente, il territorio e la ruralità, maturata grazie alle vacanze nell'Appennino Umbro-Marchigiano e ai racconti dei cacciatori del posto. Ha dedicato parte dei suoi studi all'agricoltura e all'economia "green".
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