I numeri ufficiali
“Lo studio Polis presentato oggi offre un quadro conoscitivo prezioso, ma conferma anche come i dati ufficiali attuali siano ancora sottostimati rispetto alla reale pressione che il territorio lombardo sta subendo. Per quanto riguarda il lupo e i grandi predatori, la discrepanza tra le stime e le segnalazioni quotidiane di allevatori e cittadini è evidente: serve un approccio realistico che metta al centro la gestione e la sicurezza delle comunità rurali”. Così i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Pietro Macconi, Alberto Mazzoleni e Michele Schiavi commentano gli esiti della ricerca sulla presenza dei grandi predatori e delle specie invasive in Lombardia.
L’importanza della gestione
Il report evidenzia margini di incertezza significativi: per il lupo si stima la presenza di circa 50 coppie, mentre per specie come la nutria la variabilità oscilla pericolosamente tra i 700.000 e i 2,3 milioni di individui. “Questi numeri, seppur parziali, ci dicono che non c’è più tempo per i soli slogan ideologici. La gestione deve tornare in mano alle Regioni per rispondere ai bisogni concreti della montagna e delle aree antropizzate”, proseguono i consiglieri.
Conoscenza scientifica
Proprio su questo fronte, Schiavi sottolinea un passo avanti fondamentale ottenuto grazie alla sua attività in Consiglio: “Attraverso una specifica interrogazione sul tema, abbiamo recepito l’importante impegno di ISPRA a far partire un nuovo monitoraggio del lupo. Questo passaggio è cruciale: ci permetterà di disporre finalmente di dati aggiornati e certificati, strumenti indispensabili per la conoscenza scientifica. Tuttavia, mentre si attende il completamento di questo nuovo censimento, è necessario procedere senza indugi e avviare comunque il piano dei contenimenti: non possiamo permettere che l’attesa dei dati blocchi interventi di gestione non più rimandabili, necessari a garantire una convivenza possibile e la sopravvivenza del comparto agricolo-pastorale”.
Il primo passo da compiere
Macconi, Mazzoleni e Schiavi concludono con un ringraziamento istituzionale “alle commissioni Agricoltura e Valorizzazione e tutela dei territori montani e di confine – Rapporti tra Lombardia e Confederazione Svizzera per aver promosso questo studio, e ai ricercatori di Polis per il lavoro svolto. Disporre di basi solide è il primo passo per passare dalle analisi agli interventi d’urgenza: la tutela della biodiversità non può prescindere dalla protezione di chi vive e lavora sul territorio”.



































