Una strana prerogativa
Pressappochismo, e a volte anche una vera e propria ignoranza in materia di ambiente, fauna selvatica e biodiversità, unite all’arroganza e al fanatismo ideologico, hanno prodotto un’atmosfera davvero irrespirabile in materia di caccia. Aggiungo subito che un simile fenomeno (sicuramente non invidiabile) è una strana prerogativa del popolo italiano abituato da sempre a ridurre tutto a un dualismo assoluto: Guelfi contro Ghibellini; tifosi di Bartali contro tifosi di Coppi; juventini contro interisti; bianchi contro neri. È bastato che il governo, dopo l’approvazione al Senato del DDL 1552 lo abbia subito inviato alla Camera con il nuovo numero Ac 2984, per far gridare allo scandalo facendo scrivere a un glorioso quotidiano: “Riforma della caccia, blitz della maggioranza, martedì (30 giugno) sarà già in discussione alla Camera”. Come se fosse una vergogna nazionale il desiderio di approvare, democraticamente, un DDL sulla caccia prima della fine dell’estate.
Animalismo integralista
Ricordiamo, per i più distratti, che lo stesso sdegno non si registrò il primo giorno di discussione al Senato quando, stavolta con un vero e proprio “Blitz” vergognosamente antidemocratico, l’opposizione tentò di buttare nel cestino della carta straccia il testo di modifica, avanzando delle proposte di pregiudiziale anche con la firma davvero inaspettata del PD, che annovera un significativo numero di elettori fra i cacciatori. L’animalismo più integralista (e anche più miope) è riuscito a catalizzare sulle sue posizioni estremiste e intolleranti, l’intera opposizione (Bonelli, Fratoianni, Conte e addirittura Shlein) usando i famigerati “droni a grappolo” caricati con una massiccia dose di fake news del tutto infondate ma estremamente efficaci per suscitare allarmismo nella pubblica opinione.
Slogan ridicoli
In un altro mio intervento ho già elencato (e smascherato) gran parte di questi slogan terroristici partoriti dalla fantasia della propaganda animalista e quindi stavolta mi limito a ricordare i più ridicoli. Cominciamo con l’affermazione che l’approvazione del DDL di modifica della legge 157/92 aprirebbe la strada ad una caccia senza più regole né tempi, né limiti di specie, una attività che è stata definita “sparatutto”. Ebbene, questa è pura e semplice disinformazione in quanto nessuno stato della UE potrebbe autonomamente dilatare i tempi e aumentare il numero delle specie cacciabili. Poi c’è la storia, altrettanto fantasiosa e ridicola, di una attività venatoria che finirebbe per rappresentare un enorme pericolo per la biodiversità! Ecco, questo è forse il più assurdo, infondato e allarmistico degli slogan. Ogni serio ambientalista che non abbia contratto il virus del buonismo animalista (magari alle elementari, con gli insegnamenti fuorvianti di qualche ben sovvenzionata associazione) sa perfettamente che sono proprio le abnormi popolazioni di alcune specie a rappresentare la vera e unica minaccia per altre specie più fragili, terrestri, acquatiche e aeree e per lo stesso patrimonio botanico.
Peste suina e non solo
Oltre i danni spesso irreversibili causati alla biodiversità, c’è poi da considerare che dove regnano incontrastate specie come cornacchie, gazze, volpi, cinghiali, daini, cervi, caprioli, nutrie, cormorani e ibis sacri, a soffrire non sono solamente l’agricoltura, la zootecnia e l’importante comparto suinicolo minacciato dalla diffusione della PSA. A subire pesantissime ripercussioni e danni c’è anche l’incolumità pubblica, visto l’aumento esponenziale degli incidenti stradali con un numero di morti e feriti che qualsiasi nazione civile considererebbe insostenibile. Al di là degli altri innumerevoli slogan di stampo allarmistico e terroristico – peraltro tutti assolutamente infondati o abilmente ingigantiti – la vera e unica ragione per la quale l’animalismo (e poi, ovviamente, i soliti partiti politici, ai quali si è unito il PD) odiano così tanto la riforma della legge 157/92 non è stato il suo presunto e inesistente stravolgimento, bensì l’aver osato aggiungere alla norma esistente una sola, semplicissima e scientifica parola: “Gestione”. Questo è il vero trauma che l’animalismo non può e non vuole elaborare. E tutti coloro che seguiranno questa visione dovranno assumersi le loro responsabilità.
Salvaguardia della biodiversità
Nel mondo intero, Europa compresa, si è ormai compreso che la storia della natura che sa badare a sé stessa è nient’altro che una pericolosissima favoletta e che il prezioso patrimonio faunistico non va solo protetto ma va anche gestito scientificamente e tecnicamente per garantirne la sopravvivenza e per salvaguardare l’intera biodiversità. I cacciatori italiani prendono doverosamente atto del grande lavoro svolto dal governo e dall’intera maggioranza e, mentre li ringraziano per quanto fatto finora, li incitano a proseguire con coerenza e coraggio fino ad ottenere una norma più moderna e rispondente alle nuove esigenze ambientali e faunistiche (Paolo Sparvoli – presidente di ANLC).



































