Escalation preoccupante
Adesso la misura è colma! Per anni ci siamo sentiti dire di tutto: criminali, assassini, vandali, ma negli ultimi mesi abbiamo dovuto assistere ad una escalation tanto preoccupante quanto disgustosa di odio immotivato nei nostri confronti. Un odio che se può essere considerato “fisiologico e tollerabile” quando proviene dai soliti odiatori da tastiera, risulta gravissimo e profondamente incivile e antidemocratico quando i suoi autori sono i politici che dovrebbero garantire equità e giustizia per tutti i cittadini. Gli slogan di bassa propaganda terroristica che hanno ingolfato le interviste, il web e i dibattiti sono stati inventati proprio da coloro che hanno fatto dell’animalismo più miope e fanatico il loro unico argomento politico.
Il riferimento al Governo
Mentre non si può che ringraziare il governo e tutta la maggioranza per il coraggio politico dimostrato nel prendere di petto una situazione ambientale e faunistica del tutto insostenibile, proponendo un indispensabile aggiornamento della legge 157/92, vorremmo anche sottolineare con la massima fermezza che non si tratta certo di uno stravolgimento e che espressioni come “sparatutto”, “caccia sulle spiagge”, “uso di visori notturni”, “aumento dei tempi di caccia e delle specie cacciabili” e “caccia durante la migrazione” sono solamente delle ridicole e vergognose fake news che non hanno il benché minimo riscontro nel testo del DDL approvato dal Senato e attualmente in discussione alla Camera. E la cosa più tragica e incredibile è che ad usarle a ruota libera e senza la minima vergogna non sono solamente gli “sciacalli da tastiera” ma esponenti politici di primissimo piano dai quali sarebbe legittimo aspettarsi altri toni e altre verità!
Uso dei visori notturni
Per dirne una, a beneficio dei benpensanti e di chi non conosce la realtà, l’uso dei visori notturni non è consentito per la normale attività venatoria ma solo per il controllo faunistico di specie problematiche ed è consigliato e raccomandato proprio dall’Ispra per garantire non solo la massima sicurezza ma anche per favorire abbattimenti rapidi e indolori. Tanto per fare un altro esempio, una delle cose che ha suscitato sdegno e allarmismo e che forse ha, in parte, giustificato il termine “sparatutto”, è stata la proposta di inserire il piccione torraiolo fra le specie cacciabili. C’è stata quasi una rivolta popolare come se si fosse trattato di rendere cacciabili le cicogne o le aquile. Ebbene, solo per fare chiarezza, ricordiamo che pochi mesi fa i burocrati e i politici alla guida della Regione Emilia-Romagna, hanno deliberato di cancellare la specie colombaccio dalle campagne, autorizzando l’abbattimento di questi animali non solo durante la migrazione ma addirittura nel pieno periodo della riproduzione e delle cure parentali, cioè da aprile a settembre, quando la caccia è, da sempre, rigorosamente chiusa.
Intervento barbaro
Di fronte ad un simile barbaro e criminale intervento politico, solamente la Libera Caccia ha osato fare ricorso, prima al TAR e poi al Consiglio di Stato. Nessuna, fra le oltre cinquanta associazioni che oggi si indignano per la richiesta di aprire la caccia ai torraioli, fece sentire la sua voce di sdegno e di protesta. Ad onor del vero, l’unica a prendere una posizione di condanna fu l’Enpa, ma solamente dopo le iniziative di noi cacciatori. Nei giorni scorsi, abbiamo assistito alle lamentele televisive del presidente della Lipu che, con toni accorati e drammatici, denunciava la caccia nel mese di gennaio dichiarando che già nei primi giorni del mese inizia la migrazione e che è da incivili consentire la caccia. Che strano, quando l’Emilia-Romagna deliberò di far morire di fame i pulli nel nido, il presidente non trovò nulla da ridire, chissà, forse non ne era stato informato!
Ideologia animalista
Ecco, questo episodio, che sicuramente è sfuggito anche agli onorevoli Bonelli, Fratoianni, Conte, Brambilla e perfino al segretario del PD Schlein, dimostra in maniera lampante come una discussione puramente tecnica e scientifica è stata inesorabilmente inquinata e avvelenata dall’ideologia animalista più integralista e da una politica che sta facendo di tutto per affossare un dibattito democratico sull’aggiornamento di una norma che ha ormai più di trent’anni e che non tiene conto di una realtà faunistica profondamente diversa, con popolazioni di alcune specie – spesso alloctone e perniciose per la biodiversità – che sono ormai assolutamente fuori controllo. Una legge aggiornata che ha il solo torto di aver aggiunto nel titolo alla parola PROTEZIONE anche la parola GESTIONE della fauna selvatica. Gestione che tutto il mondo attua senza le ridicole sceneggiate tanto care ai nostri animalisti che continuano a sputare fake news prive di ogni fondamento. E non è né con le bugie né con l’intolleranza che si fa il bene dell’ambiente! (Paolo Sparvoli – Associazione Nazionale Libera Caccia).




































