Inutili e dannose limitazioni
Acma intende esprimere la propria contrarietà alla versione del Piano faunistico venatorio della regione Toscana approvata in Giunta che prevede inutili e dannose limitazioni per gli appostamenti fissi considerati come problemi da limitare invece che presidi di biodiversità quali in realtà sono. I nuovi divieti imposti all’interno dei Siti Natura 2000 e nei SIR regionali, e il mancato aggiornamento sostanziale delle aree a divieto di nuove installazioni come era stato richiesto da FIDC e da ACMA regionale, di fatto renderanno molto complesso se non impossibile ricreare nuovi appostamenti fissi su superfici umide artificiali o spostare alcuni degli esistenti.
Norme penalizzanti
Ricordiamo che nei prossimi anni molti di questi appostamenti situati nelle zone pianeggianti della regione si troveranno nella situazione di dover essere smantellati a causa della prossimità di nuovi impianti fotovoltaici o agri voltaici, anche ai sensi della nuova legge regionale sulle aree idonee che la regione si appresta ad approvare. Il nuovo piano faunistico, invece di analizzare questa problematica e cercare soluzioni che potessero mantenere in vita questi ambienti umidi che rappresentano le uniche “oasi” di biodiversità in contesti caratterizzati da forte antropizzazione e/o agricoltura intensiva, presenta una serie di norme fortemente penalizzanti sulla base di ideologie e preconcetti animal-ambientalisti.
Cosa succederà
Il risultato sarà una forte diminuzione di questi ambienti unici, mantenuti e gestiti a costo zero per la collettività. Ancora una volta sarà l’ambiente a pagare le conseguenze di compromessi politici tesi ad assecondare pulsioni ideologiche del tutto estranee ad una corretta prassi di gestione faunistica.


































