Legambiente presenta i dati sul bracconaggio in Italia

L'associazione ha esaminato denunce, procedimenti e sentenze nel periodo compreso tra il 2009 e il 2015.

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Stop alla caccia

Bracconaggio in ItaliaL’associazione Legambiente ha pubblicato i dati relativi al bracconaggio in Italia negli ultimi sette anni, per la precisione dal 2009 al 2015. Il periodo temporale preso in esame è stato caratterizzato da 20 infrazioni giornaliere che hanno riguardato la fauna selvatica, oltre alla denuncia di 16,5 persone e 7 sequestri (sempre ogni 24 ore). Le regioni che sono in testa a questa classifica poco invidiabile sono la Campania, la Sicilia, la Puglia e la Calabria, mentre quella delle province è stata dominata da Napoli, Roma, Bari e Palermo.

Legambiente ha quantificato persino le regioni col maggior numero di procedimenti: Lombardia, Campania, Calabria e Sardegna sono state le peggiori da questo punto di vista, come anche le province di Brescia, Cagliari, Reggio Calabria e Bergamo. L’associazione è andata a esaminare le infrazioni rilevate da Carabinieri, Polizia, Finanza, Forestale, Capitaneria di Porto e Polizia Provinciale, oltre ai dati inviate dalle varie procure e dai tribunali.

Secondo l’associazione ambientalista, nonostante i numeri siano incompleti, il quadro delineato permette di capire cosa pianificare. I reati più diffusi nel nostro paese sono il bracconaggio e il commercio illegale di specie protette, di conseguenza sarebbe necessario un adeguamento della tutela legislativa. Il quadro normativo sarebbe dunque troppo debole in tema di delitti contro la fauna e Legambiente ha chiesto espressamente al Parlamento di introdurre nel codice penale questo tipo di reato

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