Lombardia, Niente da fare per la caccia in deroga

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Caccia/Lombardia: Assenze in maggioranza: svanisce l’ultimo tentativo per la caccia in Deroga – Manca il numero legale sulla proposta di Parolini Quadrini accusa Lega e Pdl: «Ci prendono in giro»

Altra batosta ieri in Regione per i cacciatori lombardi e bresciani, che quest’anno vedono tramontare definitivamente la possibilità di una legge sulle deroghe per sparare a pispola, frosone, peppola, storno, prispolone e fringuello.
La giunta per il regolamento (formata dai capigruppo di partito al Pirellone) che doveva esaminare la nuova proposta di legge firmata Mauro Parolini (Pdl) non ha avuto il numero legale. Assenti anche i rappresentanti di Lega e Pdl.

«L’ultimo atto di una commedia surreale», l’ha definita il consigliere Udc Gianmarco Quadrini, che lancia una proposta alla giunta Formigoni: «A questo punto o approvano le deroghe con una delibera di giunta, come ha fatto il Veneto, o rimborsano metà della tassa regionale versata da tutti i cacciatori, che hanno pagato convinti di poter cacciare».

L’AFFONDO di Quadrini: il consigliere che a inizio estate aveva presentato una sua proposta di legge sulle deroghe (poi inglobata nell’ultima versione a firma Lega Nord) ieri ha indetto una conferenza stampa sull’intera vicenda.
Dopo che il 14 settembre il consiglio regionale ha votato una pregiudiziale che ha affossato il progetto di legge condiviso all’unanimità in commissione Agricoltura, il consigliere Parolini aveva presentato una nuova proposta (riducendo gli abbattimenti dal 3% all’1%). Per evitare intoppi (vista la pregiudiziale vitata in precedenza) la commissione Agricoltura fa esaminare la proposta alla giunta per il regolamento, che ieri mattina non aveva il numero legale.

«Mancavano anche i rappresentanti di Lega e Pdl – attacca Quadrini – i due partiti che da tempo si azzuffano per prendersi i meriti delle deroghe, mentre hanno solo preso in giro istituzioni e cacciatori».
Strappa invece un sorriso a 8 mila cacciatori bresciani la modifica della legge regionale 26/93 apportata martedì dal consiglio: permette di cacciare in ambiti territoriali e comprensori alpini diversi da quelli di residenza anagrafica.

Molto soddisfatto l’assessore provinciale alla Caccia Alessandro Sala, che plaude alla Regione e ricorda: «Ci siamo battuti per questo risultato. La conclusione positiva della vicenda è stata stimolata dal mio personale impegno di coordinatore del tavolo delle Province sulla caccia».

 Grande soddisfazione anche per Marco Bruni, presidente provinciale Federcaccia e portavoce del Cupav : «Un provvedimento importantissimo: sono 8mila i cacciatori bresciani iscritti negli altri Atc».

Pietro Gorlani

Fonte: Brescia Oggi

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